Archivio annuale Settembre 3, 2018

Malassezia nel cane: sintomi, diagnosi e trattamento

FotoLa Malassezia nel cane è un lievito (fungo) che si trova in alcune zone della pelle del cane. Di solito la loro presenza non produce alcun sintomo e non desta motivo di preoccupazione. Tuttavia, in alcuni casi, Malassezia pachydermatis può propagarsi e riprodursi in grandi quantità e causare alcune malattie.

I sintomi della Malassezia nei cani

La malassezia può apparire nelle zone del collo, dita, ascelle, sacche anali, vagina o nel canale uditivo del cane.
I suoi sintomi sono:

  • Dermatite
  • Irritazione della pelle
  • Alopecia
  • Pelle squamosa
  • Arrossamento delle zone colpite
  • Prurito
  • Infezioni dell’orecchio (otite nel cane)
  • Macchie sulla pelle (iperpigmentazione) e ispessimento epidermico (nei casi cronici).

La dermatite da Malassezia può verificarsi nei cani di tutte le razze ed età, anche se alcune razze sono più inclini di altre, tra cui: Cocker Spaniel, Shih Tzu, Maltese, Pastore tedesco, Basset Hound, Barboncino, Chihuahua, Lhasa Apso.

La Malassezia nei cani è contagiosa?

La malassezia del cane non è contagiosa per le persone. Infatti, si tratta di un fungo che “approfitta” di determinate condizioni per crescere.

La dermatite da malassezia di solito si verifica nei mesi più piovosi e può durare tutto l’inverno. Qualsiasi malattia ereditaria o infettiva che indebolisce la pelle del cane e il suo sistema immunitario possono potenzialmente favorire l’infezione .

Ad esempio, i cani affetti da dermatite batterica (infezione della pelle), seborrea, allergie alla pelle, sono maggiormente a rischio. Inoltre, i livelli di sebo (olio pelle) o di cerume nelle orecchie possono portare a infezioni.

Infine, anche l’uso prolungato di alcuni farmaci, come i glucocorticoidi o antibiotici possono predisporre il vostro cane a infezioni di Malassezia.

Diagnosi di Malassezia nel cane

Il modo migliore per diagnosticare la Malassezia è sottoporre il cane ad un esame fisico e ad un esame del sangue e delle urine completi.

Ci sono anche alcuni test specifici, come la coltura del microrganismo responsabile e l’analisi citologica di un piccolo campione di tessuto cutaneo.

Trattamento della Malassezia nei cani

Il trattamento canino per l’infezione da malassezia può essere topico, orale o una combinazione di entrambi, e viene valutato in base alla gravità e alle condizioni di salute del cane.

TRATTAMENTO TOPICO
Utilizzare shampoo per rimuovere il grasso dalla pelle, dal momento che molti cani sono inclini ad avere una pelle grassa. Dopo aver sciacquato il cane dal primo shampoo, è necessario utilizzare uno shampoo antimicotico contenente clorexidinamiconazolo o ketoconazolo.

Per essere efficace, il trattamento topico deve essere ripetuto ogni 3 o 5 giorni da 2 a 12 settimane. Se l’infezione ha causato macchie sulla pelle, sarebbe opportuno usare una crema a base di miconazolo e applicarla sulla zona interessata due volte al giorno per alcune settimane.

TRATTAMENTO ORALE
Nei casi più gravi, nelle forme croniche o persistenti, viene consigliato un trattamento orale anti fungino.

Molti cani con dermatiti possono sviluppare anche un’infezione batterica della pelle (piodermite) e richiedono antibiotici per curare queste infezioni, di solito per due / quattro settimane.

I farmaci anti fungini orali tra cui ketoconazolo, itraconazolo e fluconazolo sono efficaci se somministrati per lunghi periodi.

Conclusione

La malassezia è un fungo comune che si trova in quasi tutti i cani. Le loro infezioni sono quasi sempre associate a una condizione di base, ed i sintomi includono forte prurito, quindi potrebbe essere mal diagnosticata o associata a un’allergia cutanea.

Questa malattia può essere facilmente diagnosticata e il trattamento in genere è curativo nel 98% dei casi.

E’ importantissimo  e fondamentale ,affinche’ la malattia non si manifesti di nuovo, affiancare alle cure famacologiche , una buona alimentazione naturale priva di conservanti e additivi che e’ alla base della prevenzione per qualsiasi altra malattia , ed un’integrazione  che ristabiliscano un equilibrio del sistema immunitario, solo cosi si raggiunge la piena guarigione.

Questa malattia può essere facilmente diagnosticata e il trattamento in genere è curativo nel 98% dei casi.

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine

illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

 

FONTE: https://www.mondopets.it

A passeggio con il cane: cosa dice la legge?

Non tutti i proprietari lo sanno, ma portare il cane a passeggio comporta diversi obblighi. Sai cosa dice la legge? Bisogna raccogliere le feci, nelle aree urbane e nei luoghi pubblici il guinzaglio deve essere lungo 1.50 m. E non solo: se il tuo amico aggredisce qualcuno potresti risponderne penalmente.

Se hai un cane lo sai: la passeggiata a sei zampe è un piacere imparagonabile. Un piacere che può trasformarsi in un incubo se qualcosa dovesse andare storto e non hai seguito gli obblighi dettati dalla legge. Diciamolo: sono spesso tralasciati dalla maggior parte dei proprietari, ma sono importanti. Tu sai quali sono?

Il responsabile sei tu

“Il mio cane è buonissimo, non fa niente”. Mai dire mai: sia che tu abbia un cane piccolo, sia che tu ne abbia uno di grossa taglia, sarebbe sempre più prudente stipulare un’assicurazione. Il proprietario di un cane, infatti, è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente sia penalmente, dei danni lesioni a persone, animali e cose provocati dall’animale stesso anche se risulta smarrito o fuggito. Per esempio qualcuno potrebbe inciampare nel guinzaglio e avrebbe il diritto di chiamarti in causa. Poco cambia, se stai portando fuori il cane del vicino perché, anche in questo caso, ne assumi pienamente la responsabilità e hai gli stessi obblighi del proprietario. In caso di condanna al risarcimento, hai diritto di regresso nei confronti della persona che aveva in cura il cane.

Chi risponde penalmente?

Risponde penalmente chi lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi o ne affida la custodia a una persona inesperta, ad esempio ai bambini o persone incapaci di contenere l’eventuale aggressività del cane, per esempio una persona esile con un cane di grossa taglia. In queste ipotesi la sanzione amministrativa varia da 25 a 258 euro. La stessa sanzione è prevista per chi aizza spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone.

Quali precauzioni prendere

La legge obbliga i proprietari dei cani ad adottare delle precauzioni per evitare danni a cose e persone:

  • nellearee urbane e nei luoghi aperti al pubblico, il cane deve essere condotto con un guinzaglio non più lungo di 1.50 metri. Se stai utilizzando il guinzaglio allungabile devi bloccarlo;
  • se sei un’area canipuoi togliere il guinzaglio;
  • la museruola non deve essere sempre indossata dal cane, ma il proprietario deve portarla con sé (rigida o morbida) per potergliela mettere in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali oppure su richiesta delle Autorità competenti;
  • il cane deve essere affidato a persone in grado di gestirlo correttamente;
  • informati sulle caratteristiche fisiche ed etologiche del tuo cane, ma soprattutto sulle norme vigenti;
  • assicurati che il cane abbia un comportamento adeguato sia con le persone sia con gli animali e, in caso di dubbi o necessità, chiedi aiuto a un educatore cinofilo;
  • ultimo, ma non per importanza e non meno scontato: raccogli le fecie porta sempre con te i sacchettini o la paletta. Nel caso non lo facessi le sanzioni variano da 50 a 500 euro.

Non dimenticarti del suo benessere

Educare il proprio cane è fondamentale per evitare situazioni di pericolo, ma è soprattutto importante per il suo benessere: in grado di riconoscerne i segnali di disagio o aggressività potrai intervenire, con l’aiuto di esperti, in maniera appropriata e tempestiva.

FONTE: https://www.altroconsumo.it/

Tosare il cane : ecco perché non bisogna farlo

Tosare il cane è una pratica che in questi periodo di caldo viene presa in considerazione da molti proprietari di animali, sia cani che gatti. Naturalmente stiamo parlando di una tosatura totale che non ha niente a che vedere con lo stripping o altre pratiche eseguite dal vostro toelettatore. Oggi cercheremo di spiegare come mai valutare questa opzione non sia sano per il vostro amico a quattro zampe.

Il mantello del cane permette di proteggere quest’ultimo da diversi agenti esterni, come ad esempio:

  • I raggi UV;
  • Gli agenti atmosferici (pioggia, sole, caldo, freddo);
  • Parassiti (pulci, zecche, zanzare);
  • Ferite.

Questo ci fa già capire quanto sia importante il pelo del nostro cane, ma andiamo a vedere meglio perchè non dovremmo tosare il cane per il caldo.

TOSARE IL CANE IN ESTATE: PERCHE’ NON BISOGNA FARLO

Prima di tutto cerchiamo di fissare alcuni concetti importanti.

Il cane e l’uomo sono in grado di regolare la loro temperatura corporea in base alla temperatura ambientale, questo vuol dire che un cane messo ad una temperatura ambientale di 10° o 30°, avrà sempre la temperatura corporea intorno a 38,5. Nell’uomo tale meccanismo è mantenuto dalla sudorazione, che attraverso l’emissione di sudore abbassa la temperatura corporea. Questo è invece diverso nel nostro fedele amico a quattro zampe, infatti il cane presenta poche ghiandole sudoripare solo a livello dei polpastrelli e delle orecchie, quindi la temperatura corporea viene abbassata principalmente mediante l’emissione di aria.

Per questo motivo i cani che soffrono molto il caldo tendono ad avere un respiro più veloce ed ecco perché i cani brachicefali, che hanno spesso problemi respiratori, sono gli animali più a rischio durante l’estate.

Questo vuol dire che se noi tosiamo il cane in estate non aumentiamo la sua sudorazione, ma togliamo l’unico mezzo che il cane ha per mantenere costante la temperatura corporea, inoltre la pelle è più soggetta alle bruciature causate dai raggi solari.

Se volete sapere tutto sulla temperatura corporea del vostro cane, come misurarla, perchè aumenta o perchè diminuisce, vi invito a leggere il nostro articolo: 

Tosare il cane in estate è quindi una pratica che non andrebbe fatta, oltre ai motivi già citati di protezione dai raggi UV e dai parassiti, la funzione isolante della pelliccia, un altro fattore da non sottovalutare è l’effetto psicologico che potrebbe avere tale manovra sul vostro cane.

COME PROTEGGERE IL CANE DAL CALDO, I CONSIGLI DEL VETERINARIO

TOSARE IL CANE: QUANDO BISOGNA FARLO

in maniera adeguata ha sicuramente dei vantaggi medici da non sottovalutare. Abbiamo capito che una tosatura totale del cane non è quasi mai consigliata, almeno che non ci troviamo di fronte a situazione del mantello irrecuperabili, con nodi e matasse di pelo impossibili da risolvere. Il discorso cambia se invece prendiamo in considerazione quelle razze con la crescita del pelo continua come il Barbone o il Bichon, oppure quei soggetti con il pelo molto lungo.

In questi soggetti una corretta manutenzione del mantello è invece molto importante perché:

  • Garantisce un’adeguato livello di igiene;
  • Riduce il rischio di corpi estranei vegetali (forasacchi);
  • Riduce la possibilità di contagio da parte di ectoparassiti (pulci e zecche);

FONTE: https://www.vetclick.it/

DERMOSKIN  PER LA SALUTE E LA CURA DELLA CUTE E DEL  MANTELLO

Prodotto indicato per migliorare la qualità del pelo e della cute, ottimo durante il periodo della muta. Per problemi di desquamazioni cutanee, forfora, perdita di pelo o  pelo opaco. Restituisce forza e lucentezza al mantello del vostro cane con gli Acidi Grassi Omega 3, MSM,  Biotina, Zinco, Vitamina E e Vitamina D

COMPOSIZIONE: Farina di pesce, Alga marina (Ascophillum Nodosum), Semi di lino, Olio di pesce, Miscela vitaminica, Sali minerali, Biotina, Vitamina E.

COMPONENTI ANALITICI: Umidità 9,72%, Proteina grezza 67,62%, Oli e grassi grezzi 8,76%, Ceneri grezze 12,40%, Glucidi 1,50%.

Energia metabolizzabile: 316,37 kcal/100g.

 

INTEGRAZIONE PER KG.: Vitamina A 15.000 U.I., Vitamina D3 2.000 U.I., Vitamina E 1.850 mg, Vitamina B1 1,0 mg, Vitamina B2 2,0 mg, Vitamina B6 2,0 mg, Vitamina B12 0,02 mg, Biotina 5,0 mg, Vitamina PP 5,0 mg, Acido folico 5,0 mg, Acido pantotenico 5,0 mg, DL-metionina 50 mg, L-lisina 25 mg, Calcio 700 mg, Magnesio 300 mg, potassio 170 mg, Fosforo 125 mg, Ferro 34 mg, zinco 35 mg, manganese 20 mg, rame 10 mg, Acidi grassi omega 3: E.P.A. 3.200 mg, D.H.A. 2.200 mg.

 

Conservare in luogo fresco e asciutto.

 

Modalità d’uso: Servire a temperatura ambiente. Il prodotto può essere somministrato tal quale disciolto in pari volume d’acqua, insieme alla normale razione alimentare.

 

Razione Giornaliera Consigliata: Cane adulto a pelo raso: 1-2 misurini colmi da 10 g al giorno; Cane adulto a pelo lungo: 2 – 3  misurini da 10 g al giorno

L’INSUFFICIENZA RENALE NEL CANE

 Prefazione

Quando avvertiamo un piccolo dolore siamo subito pronti a rivolgerci al medico che, valutando ciò che gli diremo e visitandoci, sarà in grado di diagnosticare il nostro disturbo. In campo medico la facoltà della parola è davvero importante. Purtroppo i nostri amici a quattro zampe non hanno questa capacità comunicativa e quindi proviamo un certo senso di impotenza quando intuiamo che non stanno bene, ma non siamo in grado di capire il loro disturbo. Questo articolo è stato preparato per aiutarci a capire quando il nostro cane soffre di un disturbo serio che può compromettere la sua salute in modo irrimediabile.

Insufficienza renale cane : CAUSE

L’insufficienza renale nel cane è una patologia che si sviluppa sopratutto a causa della presenza di mangimi lavorati dalle industrie insieme ad attivi chimici.

Questi additivi, che non vengono digeriti dal cane nella maniera dovuta, sommergono il suo organismo di sostanze tossiche. Tutte queste sostanze vanno poi ad accumularsi nei reni dell’animale, ostacolandone l’ottimale funzionamento.

Le cause possono essere anche altre, come ad esempio l’impiego di insetticidi nocivi o l’abuso di farmaci.

COSA ACCADE AI RENI ?

In pratica i reni non lavorano più, non essendo più in grado di filtrare le sostanze di scarto. Di conseguenza si viene a creare un’alterazione in quella che è la composizione dei liquidi organici, in particolar modo del sangue.

L’alimentazione per cani affetti da insufficienza renale cronica deve essere ricca di acidi grassi omega tre e di amminoacidi.

Da un punto di vista medico avviene un impoverimento del sangue, che vedrà una forte diminuzione di elettroliti (si tratta di sodio e potassio), con conseguente aumento di sostanze dette azotate e di scarto. Queste sostanze in condizioni normali sarebbero eliminate attraverso le urine (come urea e creatinina).

Non essendo i reni più in grado di filtrare e concentrare le urine, queste risulteranno molto più abbondanti e frequenti.

Per compensare la perdita di liquidi il cane tenderà a bere più del solito.

Questo comportamento potrebbe aiutarci ad avvertire l’insufficienza renale nel nostro cane.

 

IL RUOLO DEI RENI

I reni, negli animali come anche negli esseri umani, hanno un ruolo di vitale importanza.

Nel caso iniziassero a non funzionare dovutamente verrebbero meno alla loro funzione di drenaggio.

Con tale disfunzione i reni eliminerebbero solo l’acqua trattenendo nell’organismo le sostanze tossiche che inevitabilmente finirebbero nel circolo sanguigno.

L’insufficienza renale nel cane può assumere due forme, una detta “acuta” (IRA) e una detta “cronica” (IRC).

In pratica nella forma acuta i reni smettono in modo abbastanza repentino di funzionare, causando quello che viene comunemente chiamato blocco renale.

E’ più facile da diagnosticare perché il cane ridurrà drasticamente la produzione di urina.

La forma cronica invece è più difficile da diagnosticare perché si manifesta in maniera progressiva. Quest’ultima forma di insufficienza porta il cane all’uremia, la condizione di presenza nel sangue di urea e altri prodotti di scarto.

Le conseguenze sull’organismo sono gravissime, potendo arrivare a creare problemi di anoressia, nausea, prurito, e blocco totale delle vie urinarie nella fase terminale.

 

Insufficienza renale cane : SINTOMI

Non è facile capire in anticipo se il nostro cane soffre di questo disturbo.

L’elenco che segue darà un’idea di alcuni indicazioni o segnali che potremmo notare.

  •  dimagrimento
  • aumento nella frequenza urinaria
  • eccessiva sete
  • forte stanchezza e apatia
  • mancanza di appetito
  • alito cattivo con odore di urina

ECCO COME DIAGNOSTICARE IL DISTURBO

Per avere la certezza che Fido soffra di un disturbo renale sono indispensabili diagnosi di laboratorio.

Si procederà con un esame del sangue e con l’esame delle urine. In alcuni casi potranno essere necessarie anche radiografia e ecografia.

LA TERAPIA

In primo luogo si dovranno attuare delle strategie alimentari diverse da quelle a cui è abituato l’animale.

Niente sodio, pochi fosfati e poche proteine. Queste ultime non saranno eliminate del tutto perché un cane resta comunque un carnivoro.

La carne servita come pasto dovrebbe essere fresca e di buona qualità, meglio se cruda, al fine di risultare maggiormente digeribile.

Va limitato il pesce, perché ha un alto contenuto di fosforo.

Volendo si potrebbero aggiungere alla carne dei cereali come farro o riso (purché in quantità ridotte), oppure verdure come zucchine e carote.

Per quanto riguarda gli integratori, che in alcuni casi possono rivelarsi utili fate riferimento al vostro veterinario di fiducia.

In commercio potrete trovare alimenti terapeutici per cani con problemi di insufficienza renale.

Tali prodotti non sono sempre adatti, quindi l’invito è sempre quello di stabilire una dieta con l’aiuto del proprio veterinario.

Un’alimentazione sana può aiutare il nostro amico fedele a stare meglio, rallentando lo svilupparsi della malattia.

Se il vostro cane è affetto da un disturbo renale non perdete le speranze, ci sono cani che grazie alle amorevoli cure dei loro padroni riescono a vivere una vita serena a dispetto della malattia.

In conclusione, è vero che i cani non parlano, ma se siamo attenti ai loro comportamenti possiamo capire il problema che hanno e dare tutto l’aiuto necessario .

Alimento naturale Barf, aiuta a supportare la funzionalità renale in caso di insufficienza  cronica o temporanea. E’ un alimento dietetico completo con bassa concentrazione di fosforo e un ridotto apporto di proteine ma di elevata qualità e tollerabilità.

Il Barf Renal è un prodotto naturale NON contiene additivi o conservanti chimici che non vengono digeriti dal cane nella maniera dovuta, queste sostanze vanno ad accumularsi nei reni dell’animale ostacolandone l’ottimale funzionamento. Prodotto adatto anche per gatti adulti.

INGREDIENTI

Carne di vitello (polpa magra), Albume in polvere, Farina di riso,  FOS (fruttoligosaccaridi da polpa di cicoria), Olio di salmone, Acqua

USO  E DOSI

Alimentare il cane con una quantità di cibo pari al 3 % del suo peso corporeo, si consiglia di somministrarlo in 2 volte al giorno .

I cani percepiscono le cattive persone a vista, prima dell’ essere umano. Lo afferma una ricerca

I cani quando avvistano persone estranee in alcuni casi abbaiano senza un motivo apparente, in altri non accennano a nessun segno di reazione.

Merito del loro istinto animale infallibile, i cani, infatti, solo nel guardare una persona, sono in grado di capire se ha buone intenzioni o meno nei suoi confronti, in quelli del proprio padrone o di altre persone. Ciò è dimostrato da una ricerca effettuata presso l’Università di Hokkaido, in Giappone.

In questa ricerca sono state analizzate le reazioni dei cani a seconda degli atteggiamenti delle persone con cui si stavano relazionando, tramite delle prove. Ad esempio una tra le tante prove consisteva in due persone che dovevano cercare di aprire un contenitore.

Tale prova è stata divisa in due scene: nella prima scena una persona rimaneva a fissare passivamente il contenitore fingendo di non sapere come fare per aprirlo, mentre l’altra cercava di prestargli il suo aiuto.

Nella seconda scena invece la prima persona si dimostrava sempre passiva e il suo compagno in questo caso negava il suo aiuto.

Alla fine della prova tutte e quattro le persone si sono avvicinate ai cani e si è riscontrato che il comportamento verso entrambi i protagonisti della prima prova che si erano aiutati a vicenda era del tutto positivo. Mentre con quelli della seconda prova i cani cercavano di stare alla larga, in particolare di non farsi avvicinare dalla persona che aveva rifiutato il suo aiuto all’amico, assumendo quindi un atteggiamento sgradevole.

Da questa prova si è potuto appurare che i cani riescono addirittura a giudicare un comportamento altrui se giusto, poco solidale o cattivo, e si comportano di conseguenza. Dai loro gesti riescono a far capire cosa pensano di una persona.

La loro abilità non finisce qui,  infatti i cani riescono anche a capire il nostro stato d’animo, se stiamo male, se siamo arrabbiati o felici.
In questo caso però tale abilità non è data dal loro sesto senso, ma dal loro olfatto, perché il nostro odore può cambiare secondo lo stato d’animo attraverso i feromoni.

Insomma l’essere umano per un cane è come un libro aperto, forse è l’unico essere vivente a cui sarebbe inutile raccontare bugie o apparire ciò che non siamo.

 

http://www.paradisefruit.altervista.org

Il vicinato rompe? “Abbaiare è un diritto del cane”. Lo stabilisce un giudice!

Il vostro cane abbaia? È un suo sacrosanto diritto! Lo stabilisce una sentenza firmata da Giancarlo De Filippis, un giudice del Tribunale di Lanciano, in provincia di Chieti, che dichiara che i due cani della famiglia citata in giudizio dai vicini di casa avevano tutto il diritto di abbaiare perché, di fatto, in questo modo loro svolgevano una funzione di guardia e di sicurezza sul territorio in cui risiedevano. In quel specifico caso (i fatti risalgono a una sentenza sancita nel giugno 2012, come riportato dal quotidiano locale Il Centro), il giudice ha stabilito che si trattava di un vero e proprio “stalking giudiziario” nei confronti della famiglia. I due cani di Treglio, un pastore tedesco e un Bracco, erano accusati di abbaiare troppo e disturbare i vicini. Per giustificare la sua decisione, il giudice ha fatto riferimento agli articoli 544 bis e seguenti del Codice penale, all’art. 5 della legge 189 del 2004 e alla ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, che stabilisce l’obbligo morale dell’uomo di rispettare tutte le creature viventi.

Questa sentenza è una vera conquista nella tutela dei diritti dei nostri amici a 4 zampe. In questo modo vengono riconosciuti i loro diritti e rispettata la loro natura. Bisogna dire, però, che anche i proprietari di cani devono avere rispetto degli altri. Avere un cane non significa lasciarlo per ore e ore da solo su un terrazzo o in un giardino, senza curarsene del suo benessere. A volte, questi cani sono molto infelici ed esprimono il loro disagio abbaiando.

 

In altri casi, i cani sono semplicemente mal educati. La soluzione per i padroni di cani che abbaiano eccessivamente è un educatore cinofilo. Un professionista saprà sicuramente dare loro i consigli giusti.

 

Ricordiamo, però, che la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri. La legge che riguarda questo problema è l’art. 659 c .p. (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone). Nel testo di legge c’è una precisazione importante: l’abbaiato dell’animale non deve superare i limiti di tollerabilità. Ma qual’è il limite di tollerabilità? Anche qui è il buon senso che deve dettare legge.

 

Per garantire un futuro migliore ai nostri amici a 4 zampe e per non esporre loro ad alcun rischio (i vicini molestati potrebbero provare ad avvelenare l’animale che li disturba) è opportuno che i proprietari di cani riescano a farli accettare agli altri adottando le misure o altri strumenti educativi ritenuti opportuni (come i corsi di addestramento anti-abbaio) per una pacifica convivenza.

 

FONTE: pianetadonna.it

Dieta Barf nel Gatto

L’idea della dieta BARF per gatti è far seguire all’animale un’alimentazione il più simile possibile a quella che seguirebbe se vivesse libero, quindi è basata su carne cruda, ossa, viscere e una piccola porzione di vegetali crudi. Mangiando in questo modo, il gatto avrà tutto ciò di cui ha bisogno per essere sano e crescere senza problemi. Inoltre, grazie a questo tipo di dieta, si evitano gli effetti negativi dei cibi processati, come l’assunzione di sostanze chimiche e farine o lo sviluppo di allergie e intolleranze. Inoltre, in questo modo, è possibile evitare l’obesità.

Dopo che Billinghurst pubblicò la sua teoria, molti veterinari, ricercatori e, con il tempo, anche sostenitori di uno stile di vita organico, hanno deciso di far seguire la dieta BARF ai propri gatti, promuovendo e diffondendo questo modo naturale per dare da mangiare agli animali perché più naturale e adatto.

 

Perché difendere la dieta BARF?

La filosofia che giace dietro a questo tipo di alimentazione per il gatto si rifà al fatto che la struttura del gatto è la stessa di sempre, anche se è stato addomesticato. È per questo motivo che lo stomaco del gatto assimila ed elabora meglio le proteine piuttosto che i carboidrati, componente di cui è ricco il cibo lavorato.

Inoltre, le sostanze chimiche e i grassi contenuti nel cibo lavorato possono essere causa di alcune malattie nei gatti, come pancreatite e calcoli renali, casi in cui si consiglia di apportare dei cambiamenti nell’alimentazione del gatto. In questo caso, la dieta BARF è un’ottima opzione.

 

Come elaborare una dieta BARF per gatti?

Fra il 60 e l’80% del cibo del gatto deve essere composto da carne cruda, pollo o tacchino, con ali, collo, ecc. Sono il 10% deve essere costituito da verdure crude grattugiate come carote, sedano e zucchine e alcuni frutti. Ricorda che c’è della frutta e verdura adatta ai gatti, mentre altri tipi possono risultare tossici per cui non darglieli mai per evitare intossicazioni e spiacevoli incidenti.

Inoltre è necessario aggiungere fra un 15 e un 20% di carne di agnello, anatra o coniglio per esempio un paio di volte a settimana; pesce e interiora (cuore, fegato, reni, ad esempio) una volta a settimana; circa 5 uova a settimana e alcuni integratori di vitamine se il veterinario lo ritiene opportuno. Fra gli integratori necessari indubbiamente c’è la taurina, componente essenziale per la dieta del gatto che deve prendere tutti i giorni. L’idea è mischiare tutti gli ingredienti senza cuocerli e dare al gatto circa due porzioni al giorno. Se si tratta di un gattino, invece, i pasti dovranno essere quattro.

Evita la carne cruda di maiale, le piante crocifere e un eccesso di amidi, farine e cereali. Il pesce deve essere congelato prima di essere usato per uccidere eventuali batteri. Se si vuole si può adottare la stessa misura anche con il resto degli alimenti di origine animale. Le ossa devono essere sempre crude e con un po’ di carne perché da cotte possono rompersi e far soffocare l’animale.

 

Esempio di dieta BARF per gatti

Se vuoi iniziare a far seguire una dieta BARF al gatto, di seguito ti indichiamo quali sono le dosi esatte:

  • 1/2 chilo di carne di pollo o tacchino, fra petto, ali, ecc.
  • 400 grammi di cuore di bovino, pollo o agnello
  • 200 grammi di fegato di pollo
  • 300 grammi di verdure grattugiate (zucchine, carote e zucca)
  • 1 uovo
  • olio di pesce

Preparazione della dieta BARF per gatti

Trita bene la carne e le ossa. Puoi farlo in casa o farlo fare quando compri la carne. Metti tutto in un recipiente e aggiungi il cuore, le verdure e l’uovo. Mischia bene in modo che la carne e i vari ingredienti si amalgamino. Puoi aggiungere dell’olio di pesce, fonte di omega 3 prestando attenzione al peso del gatto per stabilire le dosi. Ad esempio puoi usare l’olio di salmone.

Fai delle porzioni che corrispondono a ciascun pasto e metti in congelatore. La sera prima scongela le porzioni del giorno successivo in modo da darle al gatto a temperatura ambiente. In questo modo potrai variare gli ingredienti, usando, ad esempio, pesce al posto del fegato. Se non hai il cuore a disposizione, aggiungi un integratore di taurina. Alterna anche le verdure usate.

Se preferisci usare gli integratori di taurina, puoi aggiungerla direttamente nella ciotola quando dai da mangiare al micio per evitare l’ossidazione degli ingredienti e sia più facile calcolare la quantità necessaria a seconda del peso dell’animale.

Non usare nessun tipo di condimento, compresi sale, olio, salse, aglio, cipolla o porri. Il gatto non ha bisogno di questi alimenti e, inoltre, potrebbero essere tossici.

 

Benefici della dieta BARF per i gatti

I benefici della dieta BARF per gatti sono diversi ed è importante conoscerli se stai pensando di cambiare la dieta del tuo amico a quattro zampe. Di seguito ti elenchiamo ii più evidenti:

  • Il gatto seguirà un’alimentazione naturale, simile a quella dei felini selvaggi, ricca delle sostanze nutritive di cui ha bisogno (proteine, taurina, grassi, vitamine e amminoacidi) e priva degli effetti negativi che può avere il cibo elaborato a causa delle sostanze chimiche, i conservanti e la percentuale elevata di farina e cereali.
  • Si evitano problemi come sovrappeso, obesitàe pigrizia.
  • Il pelo sarà più brillante.
  • Le articolazioni saranno più sane, meno predisposte alle malattie.
  • Senza carboidrati le feci non saranno maleodoranti.
  • Il gatto sarà più attivo.
  • Il cibo crudo contiene grandi quantità d’acqua, per cui non preoccuparti se il gatto bene di meno.

Se vuoi far seguire al tuo gatto la dieta BARF, consulta il veterinario per sapere le porzioni esatte e gli integratori di cui ha

Bisogno.

 

FONTE: www.animalpedia.it/dieta-barf-per-gatti-1397.html

Soccorso cani e abbandono

SOCCORSO ANIMALI FERITI O ABBANDONATI

Siamo ormai prossimi al periodo estivo, si avvicinano le ferie tanto attese e in questo periodo aumentano le persone in viaggio e purtroppo anche l’abbandono degli animali. Nonostante le moltissime campagne di sensibilizzazione sull’argomento ogni anno si stima che vengano lasciati sul bordo di una strada una media di 50.000 cani e 80.000 gatti, cifre raccapriccianti. L’abbandono non riguarda solo i cani ed i gatti, ma di recente ha colpito sensibilmente anche specie cosiddette esotiche, la cui detenzione era stata sottoposta a regolamentazione severa comprendente il divieto di detenzione di talune specie e l’obbligo di denuncia di altre invece consentite. Anche al di là dei picchi di abbandono registrati subito dopo l’ordinamento però, le specie esotiche sono anch’esse interessate dal fenomeno. Molti rettili sono abbandonati in giardini e parchi pubblici, o nei corsi d’acqua e ciò può causare conseguenze negative alla fauna selvatica locale.
In Italia l’abbandono è vietato i sensi dell’art. 727 del codice penale che al primo comma recita: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro ».
Inoltre, secondo il Ministero della Salute italiano, «chi abbandona un cane, dunque, non solo commette un illecito penale (Legge 20 luglio 2004, n. 189), ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo quando gli animali abbandonati provocassero incidenti stradali mortali
COSA PUOI FARE TU?
Se assisti a un caso di abbandono, fai sentire la tua voce, e denuncia alle forze dell’ordine i colpevoli.
Chi trova un cane abbandonato deve denunciarne il ritrovamento presso le Forze di Polizia oppure può chiamare il 118 e rivolgersi al Servizio Veterinario dell’Azienda Usl, reperibile 24 ore su 24, sette giorni su sette. Questo passaggio è necessario, anche se s’intende adottare il cane, per accertare lo stato di abbandono ed escludere casi di appropriazione indebita.

NON CI SONO SCUSE ALL’ABBANDONO DEGLI ANIMALI

L’abbandono degli animali è una pratica abietta che nessuna motivazione può giustificare.
Nelle zone culturalmente progredite il fenomeno si è drasticamente ridotto, sino al punto di non rappresentare più un’emergenza.
Nei Paesi di fascia intermedia come l’Italia, invece, ancora oggi si detengono animali senza possedere però la cultura necessaria per gestirli. L’Italia è indietro nella reale adozione di misure a tutela degli animali ed è arretrata anche la visione su cui si basa ora detta tutela.

Adottare un animale, una scelta consapevole.

La scelta di prendere con te un animale è una scelta che ti cambia la vita.
Un animale non è un peluche: ha delle esigenze che devono essere rispettate tutti i giorni, a tutte le ore, in tutte le stagioni. Non esiste l’avere altro da fare, non esiste il non fare passeggiate perché c’è freddo e sta piovendo.
L’abbandono degli animali è troppe volte conseguenza di mancata informazione su cosa vuol dire avere a che fare con un essere vivente che ha il suo carattere e delle necessità. Spesso la scelta di un’adozione è fatta perché attratti da un musetto da accarezzare, e non con una reale presa di coscienza di tutti i “sacrifici” e i cambiamenti che un animale comporta. Un animale ti cambia la vita, in meglio, in tutto. L’amore che ricevi è incommensurabile, ma devi meritartelo.

DIETA BARF: GUIDA PRATICA PER L’ALIMENTAZIONE

Non è possibile preparare un programma alimentare che soddisfi le necessità di ogni singolo soggetto perché ogni cane è diverso, sarete voi a dover osservare con attenzione il vostro animale e se necessario adattare la dieta alle sue esigenze. Non c’è la necessità di dover somministrare a ogni pasto tutte le sostanze nutritive. L’equilibrio si raggiunge nell’arco di tempo di molte settimane come del resto accade in natura.

La cosa fondamentale è che il cane mangi in maniera variata. I problemi si vedono più spesso in animali nutriti con un’alimentazione sempre uguale, ad esempio solo carne di pollo oppure carote come unica fonte vegetale.  Il passaggio alla Barf deve avvenire in modo netto, si dovrebbe fare il digiuno al posto dell’ultimo pasto di crocchette e iniziare con il crudo.

Per i cani adulti con una normale attività fisica i nutrizionisti consigliano una quantità’ di cibo pari al 2% del peso corporeo, può arrivare al 4% in base al tipo di vita dell’animale. Di questo 2-4%, circa 80% deve essere di origine animale (carne, ossa polpose, trippa, frattaglie) e circa il 20% di origine vegetale (verdura, frutta.)

Una volta la settimana bisognerebbe alimentarli senza carne, e senza ossa somministrando soltanto frutta e verdura o addirittura fare un giorno di digiuno. Se il cane tollera male il digiuno, basta rinunciare alla carne una volta alla settimana come detto in precedenza.

Si dovrebbe iniziare somministrando al cane un solo tipo di proteina, ad esempio tacchino o coniglio o agnello, per una settimana senza aggiungere verdura. Trascorso questo tempo e se il cane non mostra segni d’intolleranza si aggiunge la trippa verde e si continua per qualche altro giorno, di seguito le ossa polpose, le frattaglie e infine la verdura. Possiamo dire che nell’arco di un mese, il cane dovrebbe aver inserito ogni cosa nella sua nuova alimentazione.

In aiuto di quei proprietari che non hanno tempo di preparare la ciotola barf con i vari ingredienti la Ditta BarfItalia.it  ha formulato dei prodotti  già completi di ogni elemento nella giusta misura. Per iniziare ad esempio come spiegato sopra, si consiglia il macinato di agnello privo di ossa quindi una proteina di facile digestione, a seguire si può far uso del Barf Best, un altro prodotto contenente agnello e trippa verde, quindi come secondo ingrediente da inserire la trippa verde è perfetta, per arrivare infine al prodotto completo che contiene anche ossa macinate e frattaglie, questo da acquistare quando il cane ha già trascorso il periodo di adattamento alla proteina iniziale. Ci sono però anche prodotti singoli e interi, per quei proprietari che preferiscono invece comporre le ciotole con ogni singolo elemento, come ad esempio i colli di tacchino interi o di pollo, le polpe senza ossa, la trippa verde macinata o intera, le quaglie, da non dimenticare il pesce ricco di omega 3. Beh che dire, non avete più scuse armatevi di coraggio e iniziate, il vostro amico ve ne sarà grato.

Prima di iniziare si consiglia la lettura dei manuali di alimentazione naturale che trovate nel sito.

LO STAFF.

Pet therapy

Il termine pet therapy è stato inventato dallo psichiatra americano Boris Levinson nei primi anni 60 e significa letteralmente “ terapia dell’animale d’affezione”. Si tratta di una terapia di supporto alle cure farmacologiche che sfrutta la positività della vicinanza di un animale ad un malato. Lo psichiatra durante una seduta con un bambino autistico, si accorge che la vicinanza del suo cane lo aiuta ad interagire con lui durante le terapie ed invoglia il bambino a giocare. Levinson dimostra inoltre che la vicinanza di un animale migliora di molto l’autostima delle persone. Oggi la Pet Therapy viene praticata con l’ausilio di parecchie specie animali, in primis c’è il cane seguito dal gatto, il cavallo, il coniglio, la mucca e i delfini. Ma perché il cane é al primo posto? Perché da sempre é il migliore amico dell’uomo, è l’animale che più interagisce con l’essere umano e con il quale instaura un legame  intenso e duraturo. Il cane ha inoltre la capacità istintuale di non mettere in atto alcun meccanismo psicologico difensivo, non giudica, non rifiuta, si dona completamente e non ha nessun pregiudizio. La sua vicinanza diminuisce il battito cardiaco, calano le ansie e le paure, sa leggere il linguaggio del corpo, percepisce i diversi stati d’animo dell’uomo,ama giocare e facilita nel malato la riscoperta della vivacità e la socialità. Nella maggior parte dei casi vengono attivati interventi con persone anziane, bambini, malati psichiatrici e disabili. I cani che vengono  impiegati nella Pet Therapy  devono avere dei requisiti comportamentali ben precisi, devono essere totalmente privi di aggressività sia verso l’uomo che verso i  propri simili, devono essere molto socievoli e non spaventarsi se circondati da estranei in luoghi a loro non familiari inoltre devono possedere parametri veterinari ben precisi, per questo vengono sottoposti a periodici controlli sanitari per escludere qualsiasi tipo di malattia trasmissibile all’essere umano. Vengono preparati alla loro missione fin da cuccioli nell’allevamento di provenienza, sono scelti già dalla 8/10 settimana di vita osservando ogni cucciolo da solo, usando specifici test caratteriali le cui risposte vengono annotate e valutate. Requisito fondamentale è la relazione tra il cane e il suo conduttore, soltanto questo legame permette la  buona riuscita di un trattamento. Il conduttore è colui  che lo ha addestrato e che deve essere necessariamente presente ad ogni seduta di terapia con il malato. Le razze  canine che più facilmente si prestano per questi interventi sono il Golden Retriver, il Labrador e il Pastore Tedesco. Vengono sconsigliati invece cani di piccola taglia in quanto potrebbero facilmente stressarsi se circondati  da molte persone e soprattutto da bambini. L’Italia è il primo paese ad aver ufficializzato questo tipo di terapia. Esistono enti e associazioni sparse in tutto il territorio nazionale che tengono corsi di Dog Therapy. Realtà che operano ormai da tempo sono l Ospedale Niguarda di Milano, il Meyer di Firenze e il Salesi di Ancona.