Archivio annuale Dicembre 17, 2018

Chi siamo?

L’azienda Barf Italia è lieta ed orgogliosa  di  poter mostrare ai propri clienti, con assoluta trasparenza e serietà,le fasi di lavorazione dei prodotti, dalla reperibilità della materia prima, rigorosamente ad uso umano e italiana al 100%, fino al confezionamento del prodotto finito, passando dall’abbattimento a – 45 gradi , all’imballaggio x la spedizione in contenitori isotermici x garantire il corretto  mantenimento della temperatura durante il trasporto, arrivando  ai severi controlli qualità che vengono effettuati periodicamente in ogni prodotto con la preziosa collaborazione di esperti veterinari nutrizionisti…Tutto questo affinchè venga garantita al cliente l’altissima qualità dei prodotti offerti per i nostri fedeli amici a 4 zampe che meritano solo il meglio.

Come ridurre il tartaro nel cane con l’alimentazione

Una delle conseguenza positive che si hanno, quando si sceglie di alimentare il cane con una dieta naturale è certamente una maggior salute della bocca dei propri animali.

La cavità orale è luogo in cui una popolazione batterica molto ampia, crea una patina sui denti che, con il tempo si solidifica e stratifica andando a formare quello che viene comunemente chiamato il tartaro.

La conseguenza è prima di tutto un alito pesantissimo….. Molte patologie possono essere portate dalla sua presenza eccessiva.

Oggi quindi, vorrei darti dei consigli che potrebbero servirti dopo che il veterinario ti ha fatto fare la detartarizzazione, per mantenere più a lungo pulita (e possibilmente più profumata) la bocca del tuo peloso.

Cosa fa crescere e predispone la formazione del tartaro?

 

E’ indubbio che siano soprattutto i cani di piccola taglia ad essere predisposti alla formazione di tartaro, ma il ruolo più importante è dato dall’alimentazione.

Come abbiamo visto il tartaro non è altro che la conseguenza della formazione della placca sui denti ad opera di batteri.
La placca è uno strato minerale che si indurisce sempre di più e stratificando, crea la condizione favorente allo sviluppo e crescita sempre maggiore di altri batteri.

I batteri, si nutrono principalmente di carboidrati, cioè di zuccheri semplici e complessi.

Quindi un primo consiglio è quello di darne il meno possibile all’interno di una dieta (un po’ come si fa per i bambini no?)

Inoltre questi alimenti predispongono ad acidificare il ph della bocca, creando un ambiente ancora più favorevole ai batteri produttori di placca.

Il pane secco è un carboidrato e nonostante sia secco, appena entra in bocca e viene a contatto con la saliva, si ammorbidisce e si attacca alla bocca.

Quindi sicuramente non è un modo per togliere il tartaro.

Un altro mito da sfatare è che si possa ridurre la formazione di tartaro con un alimento commerciale secco.
La maggior parte dei cani non masticano e quindi le crocchette non potrebbero avere una azione meccanica in tal senso, ma ancor meno lo potrebbero fare considerando la loro composizione.
I mangimi secchi estrusi, soprattutto quelli di scarsa qualità, hanno sempre una alta percentuale di carboidrati che quindi non possono che essere predisponenti alla formazione della placca.

Cosa fare per contrastare la formazione del tartaro?

Oltre a pensare di dare una alimentazione corretta, ci sono molti accorgimenti che si possono adottare.

Il primo consiglio è quello di pulire regolarmente i denti del cane.

Con una pezza attorno al dito puoi massaggiare delicatamente denti e gengive.
Ma questa manovra deve essere fatta se il cane è già abituato e quindi dovresti partire da quando è cucciolo.

Un altro modo per pulire i denti del cane è quello di dargli degli alimenti che:

  • abbiano una azione pulente,
  • costringano il cane a masticare,
  • siano in grado di alzare leggermente il ph della bocca e quindi riducano la carica batterica “cattiva”.

Quali rimedi naturali possiamo dare per ridurre la deposizione del tartaro?

Ci sono delle verdure e frutti che possono certamente avere questa funzione.

L’importante è darle in quantità non eccessive e sempre proporzionate in base alla stazza del cane.

Queste sono ad esempio:

  • finocchi,
  • carote,
  • zucchina,
  • mela.

La verdura o frutta deve essere cruda e a pezzi abbastanza grossi da costringere il cane a masticare, sia con i denti anteriori, che con quelli posteriori.

A seconda della dieta del cane possono essere date anche a giorni alterni come premio.

Per regolarsi nelle dosi, si consideri:

  • una carota/zucchina piccola, mezzo finocchio/mela piccoli, l’equivalente nella dose della zucca, per cani di piccola media taglia,
  • una carota/zucchina, un finocchio/mela interi, un cubetto di zucca di dimensione analoga per cani di grossa taglia.

L’atto di masticare è fondamentale perché è l’azione meccanica che consente ai legamenti dei denti di rimanere ginnasticati, inoltre masticando si riduce la lo strato di placca.

La quota di fibre e acqua degli alimenti inoltre, puliscono proprio la bocca abbassandone il ph.

Il finocchio ha anche un’ottima azione deodorante.

Ovviamente bisogna cominciare con piccoli pezzi per abituare l’animale ad apprezzarli nel gusto e valutarne la tolleranza.

 

Altri modi per far masticare e pulire i denti dei cani.

Se il tuo cane non apprezza la verdura e frutta cruda, puoi provare a farlo masticare con altre cose:

  • snack essicati: carne, zampe di gallina, nervo di bue, orecchie, colli di selvaggina;
  • cartilagini,
  • trachee (la puoi chiedere al macellaio), ma ci sono anche essiccate.

In questo caso le dosi devono essere più piccole perché di norma questi alimenti sono molto calorici e quindi, se dati in eccesso, potrebbero squilibrare la dieta provocando sovrappeso.

Infine un ultima indicazione per la masticazione è rappresentata dal corno di cervo, ottimo perché totalmente naturale, non subisce lavorazioni (come le ossa di pelle di bufalo) e può essere dato senza problemi.

A seconda della dimensione del cane potrai utilizzare corna di dimensione diverse.

Un’ultimo consiglio. Le ossa.

L’utilizzo delle ossa per la masticazione deve essere fatto con grande consapevolezza, sia della ossa da dare (solo quelle definite polpose), che nelle dosi.
Queste infatti potrebbero creare gravi ostruzioni intestinali, se date in eccesso.

Le ossa non dovranno MAI essere somministrate cotte. In questa condizione potrebbero infatti scheggiarsi e creare delle lesioni intestinali anche gravissime, con perforazione intestinale e rischio di morte dell’animale.

 

Fonte:/www.clinicaveterinariasantanna.com/alimentazione-casalinga/tartaro-cane-rimedi-naturali

Cosa consigliamo?

Nervo di manzo extra durevole

Snack del tutto naturale sano ed appetibile, il procedimento di essiccazione ad aria calda a 130° elimina ogni altro sistema di conservazione chimica. I nervi di manzo essiccati hanno una lunghezza di 15 cm.

Snack del tutto naturale sano ed appetibile, il procedimento di essiccazione ad aria calda a 130° elimina ogni altro sistema di conservazione chimica

Questi nervi di manzo essiccati hanno una lunghezza di 15 cm., le dimensioni li rendono adatti anche a cani di piccola taglia, sono un eccellente rimedio per l’igiene dentale, migliora l’alito. La loro forte consistenza ne aumenta la durata alla masticazione per più giorni.

Tendine di Achille essiccato

Snack del tutto naturale sano ed appetibile, il procedimento di essiccazione ad aria calda a 130° elimina ogni altro sistema di conservazione chimica.

 

Trippa verde essiccata

Snack naturale per cani solo trippa verde di manzo essiccata naturalmente a bassa temperatura per non perdere le qualità della trippa verde. Da utilizzare come snack, ricompensa premio, o premio educativo, ideale tra un pasto e l’altro. Mantiene l’equilibrio della flora intestinale, data la sua naturale consistenza con la masticazione aiuta a mantiene i denti puliti.

Modificare l’alimentazione del cane in autunno

Modificare l’alimentazione del nostro cane in autunno per prepararlo all’inverno

Modificare l’alimentazione in autunno è un ottimo modo per aiutare i nostri amici  ad affrontare le temperature fredde del prossimo inverno. Se per far sopportare meglio al nostro cane  il caldo dell’estate abbiamo ridotto i grassi e le proteine, ora dobbiamo fare il contrario in modo che il nostro amico peloso sia in grado di mettere in atto, a livello del proprio organismo, tutte quelle modifiche che gli permetteranno di sopportare meglio i freddi della prossima stagione, senza però trascurare quegli elementi nutritivi indispensabili ad affrontare la muta del pelo tipica di questa stagione di mezzo.

I cambiamenti stagionali: gli effetti dell’autunno sul cane

L’autunno, è caratterizzato dalla diminuzione delle ore di luce, dall’aumento delle precipitazioni piovose e del graduale abbassamento termico. Tutte queste condizioni agiscono sull’organismo del cane e provocano delle modifiche significative, tra le quali la muta autunnale o perdita del sottile pelo estivo che viene sostituito da quello invernale, più fitto e caldo. La diminuzione delle ore di luce, invece porta a un rallentamento del metabolismo, associato anche alla diminuzione dei periodi di attività fisica durante la giornata. Nei cani non più giovani, il clima umido e freddo di questa stagione può provocare la comparsa di dolori articolari e muscolari, che si manifestano con zoppie e ulteriore diminuzione dell’attività fisica.

L’alimentazione in autunno in tutti i suoi aspetti

Per aiutare l’organismo di Fido a sopportare gli stress della muta autunnale è fondamentale aumentare l’apporto di proteine e soprattutto di quegli aminoacidi essenziali, che i cani non sono in grado di sintetizzare autonomamente dai loro precursori.. Se siamo soliti dare al nostro quattrozampe un’alimentazione casalinga cerchiamo di non fargli mancare le proteine di ottima qualità che si addicono alle esigenze di un carnivoro. Se non sono noti problemi di salute possiamo alternare diversi tipi di fonti proteiche (manzo, pollo, pesce, uova o coniglio). Per tenere sotto controllo il peso di Fido, che potrebbe aumentare con la diminuzione delle ore di attività fisica, è meglio ridurre l’apporto di carboidarti piuttosto che diminuire la componente lipidica della pappa. I grassi, infatti forniscono al nostro amico peloso gran parte dell’energia necessaria all’espletamento di tutte le funzioni organiche e il loro fabbisogno aumenta con il freddo. Oltre alla corretta presenza di grassi dobbiamo avere sotto controllo anche la percentuale di acidi grassi polinsaturi delle serie Omega 3 e Omega 6 (presenti nell’olio di pesce) oltre a quelli vegetali essenziali come il linoleico, l’arachidonico, contenuti nell’olio di semi.

 

Gli integratori nell’alimentazione in autunno

Come già accennato, l’arrivo dell’umido e del freddo hanno un effetto poco piacevole sull’organismo dei cani, soprattutto di una certa eta’quindi sarebbe opportuno  aggiungere degli integratori alla solita pappa, come quelli a base di condroitinsolfato e glucosamina, che aiutano a proteggere e rinforzare le cartilagini articolari. Anche le vitamine (biotina, A, E, B e D) e i sali minerali (Rame, Zinco, Zolfo e Selenio) aggiunti all’alimentazione in autunno possono essere utili per i nostri amici pelosi, in quanto mantengono efficiente la cute e il sottocute, contribuendo così alla formazione di un mantello invernale folto, lucido e soprattutto efficiente.

Come suddividere l’alimentazione in autunno

Per affrontare meglio le giornate autunnali all’aperto è consigliabile dividere la razione quotidiana di cibo in tre dosi, delle quali quella mattutina dovrebbe essere più abbondante rispetto alle altre due. La ciotola dell’acqua, sempre fresca e pulita andrebbe tenuta in casa o quanto meno in una zona riparata, in modo che non diventi troppo fredda, cosa che potrebbe causare problemi gastrici al nostro cane.

 

IMMUNO-ONE

Integratore specifico per sostenere il sistema immunitario del cane e gatto con una

combinazione di Propoli,  Echinacea, Yogurt  e Lievito con vit. C vit. E

IL PROPOLI    il Propoli è definito un antibiotico naturale,  stimola il sistema immunitario, svolge un’azione di inibizione nei confronti di circa 10 tipi di infezioni virali, potenzia l’azione di vaccini, è coadiuvante in tutte le infiammazioni della cute e delle mucose, ha proprietà fungicide su infezioni  che causano micosi sulla pelle di uomini ed animali. La propoli si è rivelata utile anche in caso di disturbi metabolici: la sua assunzione regolare corregge valori alti di lipidi nel sangue e problemi circolatori.

L’ECHINACEA  L’Echinacea è una delle piante più utilizzate in fitoterapia, grazie alle sue proprietà immunostimolanti, antivirali e antibatteriche,  infatti essa svolge un’azione determinante nella reattività del sistema immunitario stimolando l’organismo a reagire in determinate condizioni di stress, fondamentale azione in caso di recupero post malattia o situazioni stressanti contingenti.

LO YOGURT   Lo Yogurt ha un ruolo primario nel rafforzare il sistema immunitario, ricostituisce e rigenera la flora intestinale, fornisce i “batteri probiotici” fondamentali  per mantenere in salute il sistema immunitario.

LIEVITO ( pareti cellulari del lievito Shaccaromices Cerevisae) Il lievito ha proprietà immunostimolanti grazie ai Beta-glucani, i beta-glucani sono polisaccaridi presenti nelle pareti cellulari dei lieviti. Il beneficio derivante dal consumo di cibi e di integratori ricchi in beta glucani riguarda la loro capacità di ridurre il rischio di patologie cardiovascolari e di rinforzare il sistema immunitario.Il lievito contiene tutte le vitamine del gruppo B indispensabili per un miglioramento energetico.

Frutta e Verdura: facciamo chiarezza!

Il veterinario risponde

L’autunno è arrivato e con lui tutta la frutta e la verdura di stagione. È il momento di apportare una variazione alla dieta del nostro amico a quattro zampe con tutti gli alimenti tipici del periodo.

La frutta e la verdura autunnale è molto gradita ai nostri animali domestici perché molto gustosa e nutriente.

Ogni alimento è ricco di vitamine e di fibre e aiuterà il vostro cane e rimanere sano e in salute durante tutta la stagione fredda.

Non è necessario essere un cuoco esperto, anche se non amate particolarmente stare in cucina è bene però che sappiate quali sono le verdure e la frutta che fanno bene al vostro amico fido. Vediamo.

  1. Patata dolce

Molte industrie alimentari specializzate in cibi in scatola per cani fanno uso di questo prodotto nelle loro formule. I cani amano molto il sapore dolce e questo è uno dei loro alimenti preferiti!

  1. Cachi

Non è un frutto molto comune e non è molto adoperato nell’industria alimentare canina. Eppure è un alimento eccezionale dal punto di vista nutritivo, in quanto è a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di antiossidanti. I cachi rappresentano anche una ricca fonte di fibre.

  1. Zucca

Sappiamo tutti che la zucca ha proprietà miracolose per l’apparato digestivo e questo vale sia per gli esseri umani che per i cani. La zucca è a basso contenuto di grassi e aiuterà a mantenere pulito il tratto urinario del vostro animale domestico. Al contrario dei cachi, è possibile trovare la zucca in molti prodotti alimentari per cani.

  1. Carota

Le carote contengono alti livelli di vitamina A e beta-carotene, un potente ossidante che aiuta a migliorare la vista. I cani sono ghiotti di carote: potete farle raffreddare in frigo durante il loro periodo di dentizione, noterete che i vostri pelosi proveranno sollievo a rosicchiarle e a gustarle lentamente. Molte aziende producono alimenti per cani contenenti carote.

  1. Mirtilli

Non l’avreste mai detto, ma molti prodotti alimentari canini contengono questo prelibato frutto autunnale. Il mirtillo viene adoperato proprio per i suoi benefici: promuove la pulizia del tratto urinario ed è ricco di antiossidanti.

  1. Zucca di ghianda

Si tratta di un lontano cugino della zucca, molto diffuso nelle Americhe ma poco usato dalle industrie alimentari canine. Questo tipo di zucca è tuttavia un alimento ricco di nutrienti ed è adatto ai nostri amici animali perché contiene vitamine, minerali, fibre e antiossidanti.

  1. Mele

La mela è una fonte straordinaria di fibra naturale ed è ricchissima di vitamina C e K. Il cane adora questo alimento meraviglioso e potrete approfittarne quando le vostre mele in casa stanno per diventare troppo mature. Le divorerà in un istante! Non a caso è un alimento usato tantissimo nell’industria alimentare canina. In determinati prodotti potrete notare la presenza di mele essiccate.

  1. Zenzero

Non è un vegetale né una frutta ma i benefici dello zenzero, una volta cotto, sono innegabili per il vostro cane. Ha numerosi vantaggi: anti-virali soprattutto, ma aiuta anche a diminuire il vomito e la nausea del vostro animale domestico. È ad alto contenuto di antiossidanti e aiuta la peristalsi gastrointestinale e allevia i dolori di stomaco. Inoltre, in quantità moderate aiuta a prevenire il rischio di malattie cardiache e del cancro e può anche trattare le allergie.

  1. Melograno

Come molti degli alimenti su questa lista, il melograno è ricco di antiossidanti ed ha pochissime calorie ( poco più di una mela). Potrete togliere i semi dalla pelle e schiacciare i chicchi nel pasto del vostro cane.

  1. Semi di girasole

L’alimento preferito di molti animali, tra cui i cani. Basta assicurarsi che siano ben sgusciate e soprattutto che non siano salate. I semi di girasole apporteranno tantissimi benefici alla salute del vostro cane: sono degli ottimi antinfiammatori ed essendo ricchi di vitamina E, renderanno liscio e folto il pelo del vostro amico a quattro zampe.

Un alimento per tollerato? La zucca!

La zucca è un alimento molto utile per i nostri amici a quattro zampe, Questo vegetale è un’ottima fonte di fibra e aiuta la regolarità delle funzioni intestinali. Se il vostro cane ha problemi di diarrea o di costipazione, in entrambi i casi la zucca aiuta a risolvere la situazione.

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Dieta BARF per cani: che cos’è e come si pratica

La Dieta Barf è un modo sano e originale per dar da mangiare al vostro cane.

Alla base della Dieta Barf c’è l’idea di alimentare il proprio cane con ingredienti naturali e nel rispetto della sua fisiologia, in maniera semplice e con molti vantaggi.

Perché non è vero che la dieta bilanciata è solo quella industriale. Al contrario. Un movimento che si sta diffondendo rapidamente anche in Italia ci spiega come e perché la salute del nostro migliore amico dipende in gran parte da noi.

La dieta Barf per cani è un modo nuovo e salutare da scegliere per una alimentazione del cane corretta ed equilibrata.Prendersi cura di un animale domestico vuol dire fare scelte fondamentali per la sua salute e il suo benessere. Importante, forse più delle altre, è la scelta che riguarda la dieta alimentare: così come lo è per gli uomini, allo stesso modo avviene per i nostri amici a quattro zampe.

Il giusto apporto di nutrienti, i cibi da evitare, ciò che il nostro organismo fa fatica ad assimilare o digerire sono considerazioni utili anche per il cibo per cani. Quali sono i principi da tenere in considerazione? Quali sono gli alimenti che un cane sceglierebbe per sé? Che cosa mangerebbe l’erede biologico del lupo in natura? Oltre al cibo per cani industriale fortemente pubblicizzato che possiamo trovare in ogni supermercato, esistono offerte alternativealimenti biologici, preparati con ingredienti certificati, Cruelty Free.

Illustriamo qui di seguito la dieta BARF, un modo originale per dare da mangiare al nostro cane.

La scelta dell’industria alimentare

Era il 2007 quando il più grande scandalo che abbia mai coinvolto l’industria alimentare travolse la Menu Food, portando alla luce alcuni fatti fino ad allora sconosciuti. La Menu Food, era un’azienda canadese e produceva crocchette e alimenti in scatola per cani e gatti. Lo faceva per conto di 17 fra i 20 marchi più famosi al mondo. Chi comprava mangimi di alta qualità e chi mirava al risparmio stava comprando, sotto brand diversi, alimenti che contenevano gli stessi ingredienti. Non sarebbe stato semplice da scoprire tuttavia se all’inizio del 2007 la Menu Food non avesse cambiato il fornitore di glutine di grano – meglio conosciuto come seitan – in sostanza, la parte proteica del grano. Il prezzo del glutine negli Stati Uniti era schizzato alle stelle, soprattutto per i costi di produzione, e così alcuni broker americani avevano cominciato a comprarlo in Cina.

Cibi pronti, un mix letale

In seguito a un numero impressionante di decessi di cani e gatti, fu aperta un’indagine su più fronti: Food and Drug Administration, Menu Food e tre diversi istituti universitari cominciarono a ricercarne la causa. Dopo tre mesi, emerse che il glutine acquistato in Cina era stato adulterato con melamina e acido cianurico, un mix letale perché causava la formazione di cristalli nei reni degli animali, compromettendone totalmente la funzionalità.

Questo e altri ritiri di alimenti per cani e gatti dai banchi di vendita in seguito a contaminazioni da salmonellatossine e botulino, hanno creato dapprima una crescente diffidenza nei confronti dei cibi pronti, e una ricerca di soluzioni per salvaguardare la salute degli animali domestici.

Una dieta naturale

Così torniamo alla domanda di partenza: che cosa mangerebbe l’erede biologico del lupo in natura? Di sicuro non glutine di grano, cereali e additivi chimici. Mangerebbe prede di piccole e medie dimensioni: polli, conigli, erbivori più grandi. E ne mangerebbe ossa, carne e interiora crudi. In questo modo avrebbe i denti sempre puliti e assumerebbe tutti i nutrienti biodisponibili di cui ha bisogno. Semplice, no?

Un veterinario australiano alla fine degli anni ’80 propone una soluzione: la dieta BARF (acronimo per Bones and Raw Food), messa a punto da lui stesso e diffusasi prima negli Stati Uniti grazie a Debby Tipper e poi in Europa grazie a Swani Simon.

La dieta BARF sembrerebbe quasi una filosofia, cioè rispettare i principi nutrizionali dei cani, nel modo in cui si alimenterebbero nel loro ambiente naturale. È un po’ come riscoprire l’ovvietà, ma non è per questo si tratta di una scelta meno coraggiosa o geniale.

[Un bell’articolo da https://www.hellogreen.it/]

Come eliminare il cattivo odore di Fido in modo rapido ed efficace

Il pelo del tuo cane emana cattivo odore e tutta la tua casa ne risulta impregnata? Ecco cosa devi fare per eliminare e prevenire gli odori sgradevoli.

Alimentazione sbagliatamalattie e una scarsa igiene sono solo alcune delle cause che rendono il manto del cane maleodorante. L’odore sgradevole del pelo di Fido, a volte, è davvero difficile da eliminare e finisce per impregnare gli ambienti di casa, dai divani ai tappeti.

Il problema del cattivo odore emanato dal cane permane soprattutto se non si stabilisce chiaramente qual è la causa che lo determina: si finisce così con il ricorrere all’uso di soluzioni palliative, comprando magari prodotti anche parecchio costosi, senza però ottenere alcun risultato soddisfacente.

 

Ma perché si forma il cattivo odore sul mantello del cane? Può capitare che in giornate particolarmente umide, il sebo cutaneo si ossidi determinando la proliferazione di batteri che rendono maleodorante il pelo. Oppure, siccome tramite il pelo vengono espulse anche le tossine del fegato, può succedere che, a causa di un’alimentazione sbilanciata, il cane emani un odore forte e abbia il pelo visibilmente opaco.

Il cattivo odore dipende anche dalla razza: i cani a pelo duro, come i bassotti e i terrier, oppure i cani che hanno un pelo a crescita continua, come il maltese o il barboncino, producono meno odore

Invece i cani con un mantello ricco di sottopelo o con un manto oleoso producono un fortissimo odore: è il caso dei cani da pastore, da pista e da sangue come il beagle, il dalmata, i cani da cerca in acqua e i segugi. Anche l’alimentazione ha un’importanza fondamentale. Per eliminare il cattivo odore del cane, infatti, è bene seguire una dieta corretta e, in base al tipo di razza, stabilire ogni quanto necessita di essere lavato. I lavaggi non devono essere troppo frequenti perché si potrebbe alterare l’equilibrio idrolipidico della cute: in genere si consiglia di fare non più di un bagno al mese, ma ci sono razze che addirittura non possono proprio fare il bagnetto, quindi è sempre bene chiedere consiglio al veterinario.

Per eliminare il cattivo odore del cane in casa si può ricorrere a rimedi tradizionali, preparando detergenti ecologici a base di aceto di mele e bicarbonato di sodio: in particolare l’aceto di mele è indicato per eliminare l’odore di urina dalle superfici.

In ogni caso, per eliminare il cattivo odore del cane in casa, è sempre opportuno fare prevenzione, abituandosi a disinfettare periodicamente gli oggetti che sono a contatto con il cane e seguendo alcune buone abitudini. Un esempio? Strofinare il cane al rientro dalla passeggiata con un asciugamano su cui precedentemente sono state spruzzate un paio di gocce di aceto di mele

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Eliminare la fonte del cattivo odore con un panno asciutto, spruzzare il prodotto su tutta la superficie da trattare, e lasciare che il prodotto agisca in profondità dando il tempo ai microrganismi di neutralizzare le molecole della puzza. Se necessario ripetere l’operazione, eventualmente risciacquare.

 

 

 

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Avvelenamento del cane: come riconoscere i sintomi e cosa fare

Con l’arrivo della primavera si moltiplicano le segnalazioni di avvelenamenti di cani. Sono diversi i tipi di bocconi utilizzati per far male ai nostri migliori amici a 4 zampe e riconoscere i sintomi e sapere cosa fare è fondamentale per salvarli.

Quelli delle passeggiate con il nostro cane sono i momenti più rilassanti della giornata e, per colpa di persone che non amano i nostri migliori amici a quattro zampe, potrebbero venire tragicamente rovinati. Purtroppo, infatti, soprattutto con l’arrivo della primavera, si moltiplicano le denunce di avvelenamenti o ritrovamenti di bocconi tossici negli angoli più nascosti dei parchi cittadini o dei boschi. È fondamentale riconoscere i sintomi e sapere cosa fare.

 

Bocconi avvelenati

Due sono le sostanze tossiche principalmente utilizzate: il lumachicida (metaldeide) e il topicida (rodenticidi anticoagulanti).

 

Lumachicida: si tratta di un comune veleno, di colore azzurro-blu, per lumache e lucertole che ha effetto immediato (1 – 3 ore). Agisce sul sistema nervoso centrale e porta all’esaurimento dell’adrenalina e della noradrenalina.

Topicida: si tratta di un comune veleno per roditori venduto sotto forma di granuli blu, rossi o fucsia e ha effetto ritardato, da 1 a 7 giorni, o anche di più a seconda della quantità. Provoca il blocco della coagulazione del sangue.

Entrambe queste sostanze vengono mischiate di solito con carne trita per rendere appetibile il boccone. Ma non è tutto.

 

Carne e chiodi: c’è anche chi non opta per il veleno, ma per un mix ancora più subdolo di carne e chiodi che, nell’immediato potrebbe non dare sintomi, mentre lentamente lacerano internamente il nostro cane.

Sintomi

Per quanto riguarda il lumachicida, i sintomi sono:

  • agitazione
  • ansia
  • midriasi (pupille dilatate)
  • spasmi muscolari
  • tremori
  • tachicardia
  • vomito
  • schiuma alla bocca

Per quanto riguarda il topicida, i sintomi sono:

  • spossatezza
  • inappetenza
  • sete
  • perdita di sangue dalle gengive
  • sangue nelle urine
  • sangue nelle feci

Per quanto riguarda i bocconi con i chiodi, i sintomi sono:

  • spossatezza
  • inappetenza
  • tentativi di vomito
  • mal di pancia al tatto

Cosa fare

Chiamare il veterinario e avvisare del vostro arrivo spiegando il motivo

indurre il vomito, con acqua e sale, per ridurre al minimo i danni dei veleni. Questo non vale per i bocconi con chiodi, poiché rischiereste di fare più danni.

raccogliere eventuali residui di bocconi, così da evitare che altri cani possano mangiarli, ma anche per consegnarli al veterinario sia per comprendere quale veleno sia stato utilizzato, sia per poter proseguire con la denuncia del ritrovamento dei bocconi avvelenati. Questo permetterà al sindaco del Comune, una volta verificato il contenuto, di ufficializzare il ritrovamento.

portare il cane dal veterinario.

Terapia

Qui il medico provvederà con le cure necessarie.

Lumachicida: non esiste un vero antidoto, ma di solito si procede con lavande gastriche, cure con carbone attivo, fleboclisi e somministrazione di farmaci per controllare le convulsioni. Le prime 24 ore sono fondamentali per sperare nella sopravvivenza del nostro cane, che potrebbe però riportare danni ai reni.

Topicida: in questo caso per fortuna esiste un antidoto, si tratta di vitamina K1 che viene somministrata per 3-4 settimane. Si può indurre il vomito nei casi in cui il proprietario si sia immediatamente accorto dell’ingestione dei bocconi.

Bocconi con chiodi: il veterinario dovrà probabilmente optare per la chirurgia per rimuovere i chiodi.

Consigli

In generale, tenete sempre sotto controllo il vostro cane al rientro dalla passeggiata, non lasciatelo immediatamente solo se sapete di averlo perso di vista al parco. Per poterli salvare, è fondamentale che voi li conosciate a fondo e vi rendiate conto di eventuali cambiamenti del loro comportamento. Un cane che inaspettatamente diventa pigro o perde l’appetito o prova dolore al tatto, deve essere controllato. Molte altre sono le sostanze che potrebbero essere tossiche per il nostro cane: alimenti, prodotti per la pulizia in casa o l’antigelo.

http://scienze.fanpage.it/

Gli animali domestici migliorano la salute dei bambini?

Molti studi suggeriscono ci sia un legame tra la salute fisica e mentale dei bambini e la presenza di un animale in famiglia. Un’analisi smentisce questa idea

 

Gli “effetti benefici” di un pet sono così evidenti? Non secondo un’analisi californiana. Fotografia Pixabay

SCOPERTE – È appena uscito quello che potrebbe in breve tempo diventare lo studio scientifico più impopolare degli ultimi anni. Secondo lo psicologo Jeremy Rand e i suoi colleghi, non c’è alcun legame tra la salute fisica e mentale dei bambini e la presenza di un animale domestico durante la loro crescita. La scoperta va contro la stragrande maggioranza della letteratura scientifica in quest’ambito, che agli animali domestici attribuisce meriti che vanno dal responsabilizzare i più piccoli e gli adolescenti fino al ridurre il rischio che si ammalino di asma, diventino obesi o sviluppino allergie. Solo pochi mesi fa, i ricercatori della Florida hanno mostrato che la presenza di un cane aiuta i bambini a gestire lo stress.

Eppure la nuova indagine pubblicata su Anthrozoos, che gli autori descrivono come la più ampia mai condotta (più di 2000 bambini con animali domestici, circa 3000 senza) ha trovato qualcosa di completamente diverso.

Impostare un esperimento nel modo migliore, in questo caso, è virtualmente impossibile, perché richiederebbe una situazione di questo tipo: monitorare dallo stesso momento e per un uguale periodo di tempo due gruppi di bambini coetanei, l’uno con animale domestico e l’altro no, per poi valutarne le condizioni di salute dopo 5, 10 o 15 anni.

Nella ricerca in questione, gli scienziati (tutti associati alla no-profit RAND, organizzazione di ricerca) si sono serviti delle analisi statistiche per valutare i due gruppi di bambini controllando anche per quei fattori che potrebbero contribuire alla salute e al benessere dei piccoli, ricadendo poi negli effetti attribuiti alla presenza di un cane o di un gatto. Fattori come nascere e crescere in una famiglia benestante, vivere in un contesto agiato e via dicendo.

“Tutti nel gruppo sono rimasti stupiti”, racconta in un comunicato Layla Parast, co-autrice del lavoro ed esperta di statistica, “ognuno di noi è cresciuto con cani e gatti. Avevamo semplicemente assunto, basandoci sulle nostre esperienze personali, che ci fosse una connessione”.

Un po’ come probabilmente fa chiunque di noi condivida la sua vita quotidiana con un amico peloso. Cani e gatti ci sono nei momenti difficili, “curano” la solitudine, riempiono le giornate e, specialmente con i primi, abbiamo instaurato un rapporto così antico e così unico nel suo genere che ci pare impensabile vederne smontati i benefici.

Eppure “non siamo riusciti a trovare evidenze che i bambini cresciuti in famiglie con cani o gatti stessero meglio in termini di salute fisica o benessere mentale”, prosegue Parast.

Dal questionario sottoposto ai partecipanti è emerso che in effetti i bambini in famiglie con animali avevano una miglior salute generale, pesavano un po’ di più e spesso facevano attività sportiva, diversamente dalle famiglie senza cani o gatti. Obbedivano di più ai genitori, che a loro volta sembravano meno preoccupati in merito al comportamento, alle abilità di apprendimento e all’emotività dei figli.

Nei bambini con animali domestici, tuttavia, era anche più elevato il numero di casi di ADD, sindrome da deficit di attenzione, o ADHD, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività – che si stima riguardi oltre il 10% dei bambini americani, ma viene diagnosticato con maggiore efficacia laddove ci sia una buona rete tra scuola, famiglia e personale sanitario che entra in contatto diretto con i bambini.

Quando i ricercatori hanno inserito altre variabili nell’analisi (oltre a quelle menzionate prima anche guadagni familiari, lingue parlate, tipo di abitazione: casa o appartamento) l’associazione tra la presenza di animali in casa e la miglior salute dei bambini è scomparsa.

In attesa di ulteriori studi, chi di noi è rimasto deluso può consolarsi nel frattempo con lo scetticismo espresso da alcuni esperti. Tra questi c’è Frans de Waal, che sulla sua pagina Facebook scrive: “Mi riesce difficile crederci. Il campione è ampio, ma non ho letto lo studio e mi domando quali siano state le misurazioni psicologiche condotte, oltre all’età alla quale i bambini avevano un animale domestico e per quanto tempo lo hanno avuto. Molti studi arrivano a risultati contraddittori”.

In un’intervista a Medical Research, Parast conferma che “tra le limitazioni dello studio c’è il fatto che non abbiamo informazioni riguardo al tempo che l’animale ha trascorso in famiglia e sugli esiti a lungo termine della salute dei bambini […]”, aggiungendo che l’intero gruppo di ricerca è estremamente pet-friendly, e incoraggia altri scienziati a condurre ricerche che valutino gli effetti a lungo termine.

“Ovviamente le nostre scoperte non vogliono dire che gli animali domestici non portano benefici, ma che il possesso di un animale domestico non ha gli importanti effetti positivi suggeriti da altri studi. Di certo esistono molti altri benefici: gli animali portano gioia e fanno compagnia. Ci sono molte altre ragioni meravigliose per accogliere un animale domestico nella propria vita, oltre a provare a migliorare la salute dei vostri figli.

Fonte: https://oggiscienza.it/2017/08/15/cani-gatti-salute-bambini

Perdita di pelo nel cane: quali sono le cause e i rimedi

Perdita del  pelo del cane: subito ci si domanda se si tratta di problemi di alopecia, localizzati, oppure della semplice muta. Non c’è una perdita del pelo nel cane standard, ci sono cani che ne perdono molto, come i pastori tedeschi, regolarmente, tutto l’anno, e altri loro colleghi che non lo perdono neanche a pagarglielo, a peso: i barboncini.

Più che dalla razza, però, la perdita del pelo nel cane dipende molto dal clima. Ancora di più, la salute generale del cane è uno dei maggiori fattori che influenzano questo aspetto. Anche le stagioni, e il clima, sono collegati alla perdita del pelo nel cane e, se si tratta di muta “stagionale” si parla di estate e autunno, ma il pelo perso è subito sostituito da quello nuovo. Quelli che se ne vanno, sono peli vecchi o danneggiati, spesso molti cani sviluppano strati di pelo più spessi in inverno, che vengono poi perduti in primavera. Ciò soprattutto per cani che vivono anche all’esterno.

Perdita del pelo nel cane: cause

Quella detta alopecia è una delle due principali cause e coinvolge solo il mantello. La perdita del pelo nel cane in tal caso si manifesta solo in una zona circoscritta del corpo e può trattarsi dell’avvisaglia di un grave problema ormonale o dermatologico, oppure di origine psicologica ed alimentare.

 

Altre caratteristiche e altri fattori entrano in gioco quando la perdita del pelo nel cane è uniforme ed è un fenomeno assolutamente naturale. Qui si parla di muta, in teoria di primavera e d’autunno, ma per i cani che vivono nel chiuso delle case dei padroni, in ambienti climatizzati d’estate e riscaldati d’inverno, questa fase non è una fase. La muta diventa continua, la perdita del pelo nel cane non segue più al calendario.

I ritmi delle stagioni non ci sono in un appartamento illuminato e riscaldato in modo artificiale, la “muta” viene stravolta e sostituita da una rigenerazione lenta e progressiva: la perdita del pelo nel cane si verifica nell’arco di tutto l’anno e non più a scadenze precise. Non è possibile ristabilire i ritmi naturali, si può però favorire la ricrescita, puntando anche sulla bellezza del manto, grazie ad integratori di vitamine ed amminoacidi specifici.

 

Perdita del pelo nel cane: come curarla

Si può agire su vari fronti per limitare la perdita del pelo nel cane, i principali sono quello alimentare, come spesso accade anche per noi umani, per tanti problemi di salute, e quello dell’igiene.

Agendo lato “pappa”, la perdita del pelo nel cane non si guarisce ma una dieta sana, a base di carne, è la più consigliata perché risulta più digeribile e spesso con sostanze nutrienti più facili da assorbire. L’alimentazione “normale” si può anche ritoccare con dell’olio d’oliva o di semi di lino: migliorano la struttura generale del pelo.

 

Ci sono appositi integratori alimentari di omega-3 in capsule o in polvere che possono essere comprati nei negozi per animali, oppure se ne trovano in alimenti come salmone, tonno o altri pesci, e nella pelle del pesce. Stando ovviamente attenti che sia priva di lische che potrebbero scheggiarsi in gola e causare soffocamento.

Altre integrazioni utili per contrastare la perdita del pelo nel cane sono il lievito di birra in panetto, uno da dosare nel cibo ogni tre giorni, mentre l’aceto di mele e il tea tree oil non sono da infilargli nel piatto bensì da spazzolargli sul pelo, diluiti in acqua, per profumarlo, disinfettarlo e “lucidarlo”.

 

 

Un altro aspetto su cui si può agire in ambito domestico per arginare la perdita del pelo nel cane è quello della toelettatura. A partire dagli attrezzi. Le spazzole con le setole, come quasi quelle umane, sono le migliori per le razze canine a pelo corto e liscio, come molti Terriers, Carlini e Levrieri. Per i Retrievers, i Cocker Spaniel e i San Bernardo e tutti i loro colleghi a pelo medio o riccio, ci sono i cardatori, con minuscoli perni metallici fitti e corti. I pettini sono i più adatti per le razze canine col pelo lungo e il sottopelo spesso, come i Collie, i Pastori Tedeschi e i Chow Chow. In generale, i denti sono più o meno fitti a seconda della quantità di pelo e sottopelo sviluppate da ogni razza e cane.

Spazzola a parte, ma essenziale, ciascuno la sua, per la perdita del pelo nel cane è necessario imporsi di fare dei bagni regolari all’animale. Ciò incoraggia la caduta dei peli: la pelle del cane tenuta idratata, non si deve esagerare però, e in inverno, meglio asciugarlo con un phon, tenendo la temperatura fresca, e prima tamponarlo con un panno.

Fatto tutto ciò, oltre agli eventuali farmaci che il veterinario ci ha prescritto, se il pelo del cane continua a cadere, può essere affetto da una patologia non diagnosticata, come allergie cutanee, infezioni o parassiti. E’ bene osservare anche se si lecca spesso o costantemente le zampe o il muso: la perdita di pelo nel cane può essere un segno di un problema di salute più grande.

 

 

Perdita del pelo nel cane: alcune patologie correlate

 

Tra le malattie che provocano, tra i vari o unici sintomi, la perdita del pelo nel cane, c’è la dermatite per allergia alle punture delle pulci. Ne basta una di puntura e il cane che ne soffre comincia ad esser preda di crisi di leccatura e di grattatura frenetiche, talvolta fino al sangue. La perdita di pelo è spesso localizzata nelle cosce o nel fondoschiena.

C’è anche la tigna, legata allo sviluppo di un fungo microscopico nella guaina del pelo: provoca delle zone depilate di forma rotonda a livello della testa, della schiena, delle cosce, ma raramente dei pruriti. La tigna è una malattia molto contagiosa per gli altri animali ed in alcuni casi anche per l’uomo.

La rogna rossa (demodicosi), invece, è una malattia da acaro, colpisce generalmente gli animali deboli, inizia con delle depilazioni localizzate ma non provoca prurito. Numerosi parassiti cutanei sono all’origine della perdita del pelo nel cane di tipo secondario, in seguito a forti pruriti. Sempre legate alla presenza di acari anche la scabbia, che colpisce a livello delle orecchie, dei fianchi, dei gomiti e delle cosce, e la cheyletiellosi, che provoca delle pellicole e delle perdite di pelo.

Fonte: https://www.ideegreen.it

DERMOSKIN  Per la salute e la cura della cute e del  mantello

Prodotto indicato per migliorare la qualità del pelo e della cute, ottimo durante il periodo della muta. Per problemi di desquamazioni cutanee, forfora, perdita di pelo o  pelo opaco. Restituisce forza e lucentezza al mantello del vostro cane con gli Acidi Grassi Omega 3, MSM,  Biotina, Zinco, Vitamina E e Vitamina D

Antropomorfizzazione: la tendenza a trattare i nostri animali come persone

Capita sempre più spesso di vedere cani o gatti trattati letteralmente come bambini, nell’assoluta convinzione di fare loro del bene. Tutti amiamo, o dovremmo amare, il nostro amico a quattro zampe, e possiamo farlo in mille modi e in mille misure; ma è giusto trattarlo come un figlio? Non si rischia di snaturare il suo istinto e il suo essere?

Il cane per me è come un figlio!

E’ un classico. Immaginate la signora con il barboncino nella borsetta, vestitino rosa e ciuffetto colorato ben legato sulla testa. Non vi viene da pensare: povero animale!? A tutti è capitato di incontrarla quella signora, e di sentirla dire “ per me è come un figlio”. Ecco, questo è un pensiero che quasi tutti i padroni amorevoli hanno, ci si affeziona talmente tanto al proprio cane o gatto che si tende a paragonarlo ad un figlio, e non c’è nulla di male in questo, a patto di non esagerare. Ma troppo spesso si vedono atteggiamenti ossessivi, persone che dimenticano la natura del proprio animale, e si convincono che è proprio come una persona, emozioni e sentimenti, necessità e atteggiamenti.

Il risultato è che a volte si rasenta la follia. Dieta vegana per gatti. Toilettatura all’ultimo grido e centri benessere ultracostosi per cani. Pochi grassi, tapis roulant, colorazione del pelo, sedute di yoga e meditazione per il nostro animale! Beh, forse queste ultime due no, ma davvero, spesso si ha l’impressione che il cane non sia più cane; che il gatto non abbia più il diritto di essere quel meraviglioso, scontroso felino che è giusto che sia.

Da cosa dipende l’antropomorfizzazione?

L’antropomorfizzazione non è altro che eccesso di amore, spesso mescolato ad un bel po’ di egocentrismo e vanità. Ma non sempre. A volte ha radici più profonde, e più difficili da giudicare. Una persona rimasta sola, ad esempio, spesso riempe quel vuoto con un cane o con un gatto, e riversa su di lui tutto l’amore, tutta l’attenzione che avrebbe voluto dare a chi non c’è più. Altre volte si tratta di atteggiamenti compulsivi. Altre volte ancora è una convizione, una certezza assoluta e incontroversibile: il mio cane è un figlio per me, né più né meno. E per questo motivo si trascurano degli aspetti fondamentali dell’avere un animale in casa.

Primo fra tutti, un cane o un gatto non possono, o non devono, vivere quanto vive un figlio. A questo non si è mai pronti, ma razionalmente è necessario saperlo. Se ci si convince che il nostro animale è come un figlio, la sua perdita sarà ingestibilmente dolorosa e innaturale. Inoltre un gatto ha bisogno di spazio, di aria, di solitudine..oltre che di tanto amore. Un cane ha bisogno di essere nutrito e pulito com’è giusto che sia, ma non ha bisogno di un parrucchiere specializzato che lo faccia somigliare ad un cantante punk!

In Cina sta prendendo sempre più piede la moda assurda di trasformare il proprio cane in una zebra, o un leone, o un panda. Lo sapevate? Entri nel negozio con un bel maremmano bianco, ed esci che Fido si è trasformato in un leone, criniera, coda a palletta, colore e tutto il resto. E normale? Non lo è. Il nostro cane è felice di queste attenzioni? Di nuovo, non lo è.

Come vive il nostro animale l’antropomorfizzazione?

Il cane o il gatto costretto a vivere come una persona, umanizzato nei tempi, nell’alimentazione e perfino nell’aspetto fisico non può essere contento. Una serie ossessiva di attenzioni lo porterà inevitabilmente ad un livello di stress altissimo, e tenderà ad assumere atteggiamenti nevrotici e ad avere paure immotivate. Un cane che viene tosato e dipinto come una zebra percepirà l’umiliazione dell’essere stato snaturato perfino nell’aspetto fisico. Un barboncino con il tutù non può essere felice di portarlo, perchè non è Carla Fracci e non ne ha bisogno! Ha bisogno invece di sentirsi libero nei movimenti, e non costretto in abiti che non sono stati studiati per lui.

L’antropomorfizzazione è un problema oggi molto diffuso, e fin troppo dilagante. Non c’è limite all’umanizzazione degli animali oramai, e si rischia di andare ad intaccare i loro istinti, e trasformarli lentamente in qualcosa che non sono. Un gatto va amato per la sua diffidenza, per la sua indipendenza e per le lunghissime sedute di fusa e zampettate. Un cane va rispettato per i sentimenti che dimostra a modo suo, per la lealtà incondizionata e per l’amore ancestrale che nutre verso la sua famiglia; e non ha bisogno in nessun modo di essere modificato. Esattamente così, perchè gli animali vanno amati, certo, ma anche rispettati per il loro essere. Non vanno sostituiti ai figli e non vanno confusi con persone che non ci sono più. E soprattutto, sopra ogni altra cosa, non vanno considerati bambole da esporre in una borsetta Louis Vuitton.