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Come ridurre il tartaro nel cane con l’alimentazione

Una delle conseguenza positive che si hanno, quando si sceglie di alimentare il cane con una dieta naturale è certamente una maggior salute della bocca dei propri animali.

La cavità orale è luogo in cui una popolazione batterica molto ampia, crea una patina sui denti che, con il tempo si solidifica e stratifica andando a formare quello che viene comunemente chiamato il tartaro.

La conseguenza è prima di tutto un alito pesantissimo….. Molte patologie possono essere portate dalla sua presenza eccessiva.

Oggi quindi, vorrei darti dei consigli che potrebbero servirti dopo che il veterinario ti ha fatto fare la detartarizzazione, per mantenere più a lungo pulita (e possibilmente più profumata) la bocca del tuo peloso.

Cosa fa crescere e predispone la formazione del tartaro?

 

E’ indubbio che siano soprattutto i cani di piccola taglia ad essere predisposti alla formazione di tartaro, ma il ruolo più importante è dato dall’alimentazione.

Come abbiamo visto il tartaro non è altro che la conseguenza della formazione della placca sui denti ad opera di batteri.
La placca è uno strato minerale che si indurisce sempre di più e stratificando, crea la condizione favorente allo sviluppo e crescita sempre maggiore di altri batteri.

I batteri, si nutrono principalmente di carboidrati, cioè di zuccheri semplici e complessi.

Quindi un primo consiglio è quello di darne il meno possibile all’interno di una dieta (un po’ come si fa per i bambini no?)

Inoltre questi alimenti predispongono ad acidificare il ph della bocca, creando un ambiente ancora più favorevole ai batteri produttori di placca.

Il pane secco è un carboidrato e nonostante sia secco, appena entra in bocca e viene a contatto con la saliva, si ammorbidisce e si attacca alla bocca.

Quindi sicuramente non è un modo per togliere il tartaro.

Un altro mito da sfatare è che si possa ridurre la formazione di tartaro con un alimento commerciale secco.
La maggior parte dei cani non masticano e quindi le crocchette non potrebbero avere una azione meccanica in tal senso, ma ancor meno lo potrebbero fare considerando la loro composizione.
I mangimi secchi estrusi, soprattutto quelli di scarsa qualità, hanno sempre una alta percentuale di carboidrati che quindi non possono che essere predisponenti alla formazione della placca.

Cosa fare per contrastare la formazione del tartaro?

Oltre a pensare di dare una alimentazione corretta, ci sono molti accorgimenti che si possono adottare.

Il primo consiglio è quello di pulire regolarmente i denti del cane.

Con una pezza attorno al dito puoi massaggiare delicatamente denti e gengive.
Ma questa manovra deve essere fatta se il cane è già abituato e quindi dovresti partire da quando è cucciolo.

Un altro modo per pulire i denti del cane è quello di dargli degli alimenti che:

  • abbiano una azione pulente,
  • costringano il cane a masticare,
  • siano in grado di alzare leggermente il ph della bocca e quindi riducano la carica batterica “cattiva”.

Quali rimedi naturali possiamo dare per ridurre la deposizione del tartaro?

Ci sono delle verdure e frutti che possono certamente avere questa funzione.

L’importante è darle in quantità non eccessive e sempre proporzionate in base alla stazza del cane.

Queste sono ad esempio:

  • finocchi,
  • carote,
  • zucchina,
  • mela.

La verdura o frutta deve essere cruda e a pezzi abbastanza grossi da costringere il cane a masticare, sia con i denti anteriori, che con quelli posteriori.

A seconda della dieta del cane possono essere date anche a giorni alterni come premio.

Per regolarsi nelle dosi, si consideri:

  • una carota/zucchina piccola, mezzo finocchio/mela piccoli, l’equivalente nella dose della zucca, per cani di piccola media taglia,
  • una carota/zucchina, un finocchio/mela interi, un cubetto di zucca di dimensione analoga per cani di grossa taglia.

L’atto di masticare è fondamentale perché è l’azione meccanica che consente ai legamenti dei denti di rimanere ginnasticati, inoltre masticando si riduce la lo strato di placca.

La quota di fibre e acqua degli alimenti inoltre, puliscono proprio la bocca abbassandone il ph.

Il finocchio ha anche un’ottima azione deodorante.

Ovviamente bisogna cominciare con piccoli pezzi per abituare l’animale ad apprezzarli nel gusto e valutarne la tolleranza.

 

Altri modi per far masticare e pulire i denti dei cani.

Se il tuo cane non apprezza la verdura e frutta cruda, puoi provare a farlo masticare con altre cose:

  • snack essicati: carne, zampe di gallina, nervo di bue, orecchie, colli di selvaggina;
  • cartilagini,
  • trachee (la puoi chiedere al macellaio), ma ci sono anche essiccate.

In questo caso le dosi devono essere più piccole perché di norma questi alimenti sono molto calorici e quindi, se dati in eccesso, potrebbero squilibrare la dieta provocando sovrappeso.

Infine un ultima indicazione per la masticazione è rappresentata dal corno di cervo, ottimo perché totalmente naturale, non subisce lavorazioni (come le ossa di pelle di bufalo) e può essere dato senza problemi.

A seconda della dimensione del cane potrai utilizzare corna di dimensione diverse.

Un’ultimo consiglio. Le ossa.

L’utilizzo delle ossa per la masticazione deve essere fatto con grande consapevolezza, sia della ossa da dare (solo quelle definite polpose), che nelle dosi.
Queste infatti potrebbero creare gravi ostruzioni intestinali, se date in eccesso.

Le ossa non dovranno MAI essere somministrate cotte. In questa condizione potrebbero infatti scheggiarsi e creare delle lesioni intestinali anche gravissime, con perforazione intestinale e rischio di morte dell’animale.

 

Fonte:/www.clinicaveterinariasantanna.com/alimentazione-casalinga/tartaro-cane-rimedi-naturali

Cosa consigliamo?

Nervo di manzo extra durevole

Snack del tutto naturale sano ed appetibile, il procedimento di essiccazione ad aria calda a 130° elimina ogni altro sistema di conservazione chimica. I nervi di manzo essiccati hanno una lunghezza di 15 cm.

Snack del tutto naturale sano ed appetibile, il procedimento di essiccazione ad aria calda a 130° elimina ogni altro sistema di conservazione chimica

Questi nervi di manzo essiccati hanno una lunghezza di 15 cm., le dimensioni li rendono adatti anche a cani di piccola taglia, sono un eccellente rimedio per l’igiene dentale, migliora l’alito. La loro forte consistenza ne aumenta la durata alla masticazione per più giorni.

Tendine di Achille essiccato

Snack del tutto naturale sano ed appetibile, il procedimento di essiccazione ad aria calda a 130° elimina ogni altro sistema di conservazione chimica.

 

Trippa verde essiccata

Snack naturale per cani solo trippa verde di manzo essiccata naturalmente a bassa temperatura per non perdere le qualità della trippa verde. Da utilizzare come snack, ricompensa premio, o premio educativo, ideale tra un pasto e l’altro. Mantiene l’equilibrio della flora intestinale, data la sua naturale consistenza con la masticazione aiuta a mantiene i denti puliti.

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Modificare l’alimentazione del cane in autunno

Modificare l’alimentazione del nostro cane in autunno per prepararlo all’inverno

Modificare l’alimentazione in autunno è un ottimo modo per aiutare i nostri amici  ad affrontare le temperature fredde del prossimo inverno. Se per far sopportare meglio al nostro cane  il caldo dell’estate abbiamo ridotto i grassi e le proteine, ora dobbiamo fare il contrario in modo che il nostro amico peloso sia in grado di mettere in atto, a livello del proprio organismo, tutte quelle modifiche che gli permetteranno di sopportare meglio i freddi della prossima stagione, senza però trascurare quegli elementi nutritivi indispensabili ad affrontare la muta del pelo tipica di questa stagione di mezzo.

I cambiamenti stagionali: gli effetti dell’autunno sul cane

L’autunno, è caratterizzato dalla diminuzione delle ore di luce, dall’aumento delle precipitazioni piovose e del graduale abbassamento termico. Tutte queste condizioni agiscono sull’organismo del cane e provocano delle modifiche significative, tra le quali la muta autunnale o perdita del sottile pelo estivo che viene sostituito da quello invernale, più fitto e caldo. La diminuzione delle ore di luce, invece porta a un rallentamento del metabolismo, associato anche alla diminuzione dei periodi di attività fisica durante la giornata. Nei cani non più giovani, il clima umido e freddo di questa stagione può provocare la comparsa di dolori articolari e muscolari, che si manifestano con zoppie e ulteriore diminuzione dell’attività fisica.

L’alimentazione in autunno in tutti i suoi aspetti

Per aiutare l’organismo di Fido a sopportare gli stress della muta autunnale è fondamentale aumentare l’apporto di proteine e soprattutto di quegli aminoacidi essenziali, che i cani non sono in grado di sintetizzare autonomamente dai loro precursori.. Se siamo soliti dare al nostro quattrozampe un’alimentazione casalinga cerchiamo di non fargli mancare le proteine di ottima qualità che si addicono alle esigenze di un carnivoro. Se non sono noti problemi di salute possiamo alternare diversi tipi di fonti proteiche (manzo, pollo, pesce, uova o coniglio). Per tenere sotto controllo il peso di Fido, che potrebbe aumentare con la diminuzione delle ore di attività fisica, è meglio ridurre l’apporto di carboidarti piuttosto che diminuire la componente lipidica della pappa. I grassi, infatti forniscono al nostro amico peloso gran parte dell’energia necessaria all’espletamento di tutte le funzioni organiche e il loro fabbisogno aumenta con il freddo. Oltre alla corretta presenza di grassi dobbiamo avere sotto controllo anche la percentuale di acidi grassi polinsaturi delle serie Omega 3 e Omega 6 (presenti nell’olio di pesce) oltre a quelli vegetali essenziali come il linoleico, l’arachidonico, contenuti nell’olio di semi.

 

Gli integratori nell’alimentazione in autunno

Come già accennato, l’arrivo dell’umido e del freddo hanno un effetto poco piacevole sull’organismo dei cani, soprattutto di una certa eta’quindi sarebbe opportuno  aggiungere degli integratori alla solita pappa, come quelli a base di condroitinsolfato e glucosamina, che aiutano a proteggere e rinforzare le cartilagini articolari. Anche le vitamine (biotina, A, E, B e D) e i sali minerali (Rame, Zinco, Zolfo e Selenio) aggiunti all’alimentazione in autunno possono essere utili per i nostri amici pelosi, in quanto mantengono efficiente la cute e il sottocute, contribuendo così alla formazione di un mantello invernale folto, lucido e soprattutto efficiente.

Come suddividere l’alimentazione in autunno

Per affrontare meglio le giornate autunnali all’aperto è consigliabile dividere la razione quotidiana di cibo in tre dosi, delle quali quella mattutina dovrebbe essere più abbondante rispetto alle altre due. La ciotola dell’acqua, sempre fresca e pulita andrebbe tenuta in casa o quanto meno in una zona riparata, in modo che non diventi troppo fredda, cosa che potrebbe causare problemi gastrici al nostro cane.

 

IMMUNO-ONE

Integratore specifico per sostenere il sistema immunitario del cane e gatto con una

combinazione di Propoli,  Echinacea, Yogurt  e Lievito con vit. C vit. E

IL PROPOLI    il Propoli è definito un antibiotico naturale,  stimola il sistema immunitario, svolge un’azione di inibizione nei confronti di circa 10 tipi di infezioni virali, potenzia l’azione di vaccini, è coadiuvante in tutte le infiammazioni della cute e delle mucose, ha proprietà fungicide su infezioni  che causano micosi sulla pelle di uomini ed animali. La propoli si è rivelata utile anche in caso di disturbi metabolici: la sua assunzione regolare corregge valori alti di lipidi nel sangue e problemi circolatori.

L’ECHINACEA  L’Echinacea è una delle piante più utilizzate in fitoterapia, grazie alle sue proprietà immunostimolanti, antivirali e antibatteriche,  infatti essa svolge un’azione determinante nella reattività del sistema immunitario stimolando l’organismo a reagire in determinate condizioni di stress, fondamentale azione in caso di recupero post malattia o situazioni stressanti contingenti.

LO YOGURT   Lo Yogurt ha un ruolo primario nel rafforzare il sistema immunitario, ricostituisce e rigenera la flora intestinale, fornisce i “batteri probiotici” fondamentali  per mantenere in salute il sistema immunitario.

LIEVITO ( pareti cellulari del lievito Shaccaromices Cerevisae) Il lievito ha proprietà immunostimolanti grazie ai Beta-glucani, i beta-glucani sono polisaccaridi presenti nelle pareti cellulari dei lieviti. Il beneficio derivante dal consumo di cibi e di integratori ricchi in beta glucani riguarda la loro capacità di ridurre il rischio di patologie cardiovascolari e di rinforzare il sistema immunitario.Il lievito contiene tutte le vitamine del gruppo B indispensabili per un miglioramento energetico.

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Dieta BARF per cani: che cos’è e come si pratica

La Dieta Barf è un modo sano e originale per dar da mangiare al vostro cane.

Alla base della Dieta Barf c’è l’idea di alimentare il proprio cane con ingredienti naturali e nel rispetto della sua fisiologia, in maniera semplice e con molti vantaggi.

Perché non è vero che la dieta bilanciata è solo quella industriale. Al contrario. Un movimento che si sta diffondendo rapidamente anche in Italia ci spiega come e perché la salute del nostro migliore amico dipende in gran parte da noi.

La dieta Barf per cani è un modo nuovo e salutare da scegliere per una alimentazione del cane corretta ed equilibrata.Prendersi cura di un animale domestico vuol dire fare scelte fondamentali per la sua salute e il suo benessere. Importante, forse più delle altre, è la scelta che riguarda la dieta alimentare: così come lo è per gli uomini, allo stesso modo avviene per i nostri amici a quattro zampe.

Il giusto apporto di nutrienti, i cibi da evitare, ciò che il nostro organismo fa fatica ad assimilare o digerire sono considerazioni utili anche per il cibo per cani. Quali sono i principi da tenere in considerazione? Quali sono gli alimenti che un cane sceglierebbe per sé? Che cosa mangerebbe l’erede biologico del lupo in natura? Oltre al cibo per cani industriale fortemente pubblicizzato che possiamo trovare in ogni supermercato, esistono offerte alternativealimenti biologici, preparati con ingredienti certificati, Cruelty Free.

Illustriamo qui di seguito la dieta BARF, un modo originale per dare da mangiare al nostro cane.

La scelta dell’industria alimentare

Era il 2007 quando il più grande scandalo che abbia mai coinvolto l’industria alimentare travolse la Menu Food, portando alla luce alcuni fatti fino ad allora sconosciuti. La Menu Food, era un’azienda canadese e produceva crocchette e alimenti in scatola per cani e gatti. Lo faceva per conto di 17 fra i 20 marchi più famosi al mondo. Chi comprava mangimi di alta qualità e chi mirava al risparmio stava comprando, sotto brand diversi, alimenti che contenevano gli stessi ingredienti. Non sarebbe stato semplice da scoprire tuttavia se all’inizio del 2007 la Menu Food non avesse cambiato il fornitore di glutine di grano – meglio conosciuto come seitan – in sostanza, la parte proteica del grano. Il prezzo del glutine negli Stati Uniti era schizzato alle stelle, soprattutto per i costi di produzione, e così alcuni broker americani avevano cominciato a comprarlo in Cina.

Cibi pronti, un mix letale

In seguito a un numero impressionante di decessi di cani e gatti, fu aperta un’indagine su più fronti: Food and Drug Administration, Menu Food e tre diversi istituti universitari cominciarono a ricercarne la causa. Dopo tre mesi, emerse che il glutine acquistato in Cina era stato adulterato con melamina e acido cianurico, un mix letale perché causava la formazione di cristalli nei reni degli animali, compromettendone totalmente la funzionalità.

Questo e altri ritiri di alimenti per cani e gatti dai banchi di vendita in seguito a contaminazioni da salmonellatossine e botulino, hanno creato dapprima una crescente diffidenza nei confronti dei cibi pronti, e una ricerca di soluzioni per salvaguardare la salute degli animali domestici.

Una dieta naturale

Così torniamo alla domanda di partenza: che cosa mangerebbe l’erede biologico del lupo in natura? Di sicuro non glutine di grano, cereali e additivi chimici. Mangerebbe prede di piccole e medie dimensioni: polli, conigli, erbivori più grandi. E ne mangerebbe ossa, carne e interiora crudi. In questo modo avrebbe i denti sempre puliti e assumerebbe tutti i nutrienti biodisponibili di cui ha bisogno. Semplice, no?

Un veterinario australiano alla fine degli anni ’80 propone una soluzione: la dieta BARF (acronimo per Bones and Raw Food), messa a punto da lui stesso e diffusasi prima negli Stati Uniti grazie a Debby Tipper e poi in Europa grazie a Swani Simon.

La dieta BARF sembrerebbe quasi una filosofia, cioè rispettare i principi nutrizionali dei cani, nel modo in cui si alimenterebbero nel loro ambiente naturale. È un po’ come riscoprire l’ovvietà, ma non è per questo si tratta di una scelta meno coraggiosa o geniale.

[Un bell’articolo da https://www.hellogreen.it/]

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Avvelenamento del cane: come riconoscere i sintomi e cosa fare

Con l’arrivo della primavera si moltiplicano le segnalazioni di avvelenamenti di cani. Sono diversi i tipi di bocconi utilizzati per far male ai nostri migliori amici a 4 zampe e riconoscere i sintomi e sapere cosa fare è fondamentale per salvarli.

Quelli delle passeggiate con il nostro cane sono i momenti più rilassanti della giornata e, per colpa di persone che non amano i nostri migliori amici a quattro zampe, potrebbero venire tragicamente rovinati. Purtroppo, infatti, soprattutto con l’arrivo della primavera, si moltiplicano le denunce di avvelenamenti o ritrovamenti di bocconi tossici negli angoli più nascosti dei parchi cittadini o dei boschi. È fondamentale riconoscere i sintomi e sapere cosa fare.

 

Bocconi avvelenati

Due sono le sostanze tossiche principalmente utilizzate: il lumachicida (metaldeide) e il topicida (rodenticidi anticoagulanti).

 

Lumachicida: si tratta di un comune veleno, di colore azzurro-blu, per lumache e lucertole che ha effetto immediato (1 – 3 ore). Agisce sul sistema nervoso centrale e porta all’esaurimento dell’adrenalina e della noradrenalina.

Topicida: si tratta di un comune veleno per roditori venduto sotto forma di granuli blu, rossi o fucsia e ha effetto ritardato, da 1 a 7 giorni, o anche di più a seconda della quantità. Provoca il blocco della coagulazione del sangue.

Entrambe queste sostanze vengono mischiate di solito con carne trita per rendere appetibile il boccone. Ma non è tutto.

 

Carne e chiodi: c’è anche chi non opta per il veleno, ma per un mix ancora più subdolo di carne e chiodi che, nell’immediato potrebbe non dare sintomi, mentre lentamente lacerano internamente il nostro cane.

Sintomi

Per quanto riguarda il lumachicida, i sintomi sono:

  • agitazione
  • ansia
  • midriasi (pupille dilatate)
  • spasmi muscolari
  • tremori
  • tachicardia
  • vomito
  • schiuma alla bocca

Per quanto riguarda il topicida, i sintomi sono:

  • spossatezza
  • inappetenza
  • sete
  • perdita di sangue dalle gengive
  • sangue nelle urine
  • sangue nelle feci

Per quanto riguarda i bocconi con i chiodi, i sintomi sono:

  • spossatezza
  • inappetenza
  • tentativi di vomito
  • mal di pancia al tatto

Cosa fare

Chiamare il veterinario e avvisare del vostro arrivo spiegando il motivo

indurre il vomito, con acqua e sale, per ridurre al minimo i danni dei veleni. Questo non vale per i bocconi con chiodi, poiché rischiereste di fare più danni.

raccogliere eventuali residui di bocconi, così da evitare che altri cani possano mangiarli, ma anche per consegnarli al veterinario sia per comprendere quale veleno sia stato utilizzato, sia per poter proseguire con la denuncia del ritrovamento dei bocconi avvelenati. Questo permetterà al sindaco del Comune, una volta verificato il contenuto, di ufficializzare il ritrovamento.

portare il cane dal veterinario.

Terapia

Qui il medico provvederà con le cure necessarie.

Lumachicida: non esiste un vero antidoto, ma di solito si procede con lavande gastriche, cure con carbone attivo, fleboclisi e somministrazione di farmaci per controllare le convulsioni. Le prime 24 ore sono fondamentali per sperare nella sopravvivenza del nostro cane, che potrebbe però riportare danni ai reni.

Topicida: in questo caso per fortuna esiste un antidoto, si tratta di vitamina K1 che viene somministrata per 3-4 settimane. Si può indurre il vomito nei casi in cui il proprietario si sia immediatamente accorto dell’ingestione dei bocconi.

Bocconi con chiodi: il veterinario dovrà probabilmente optare per la chirurgia per rimuovere i chiodi.

Consigli

In generale, tenete sempre sotto controllo il vostro cane al rientro dalla passeggiata, non lasciatelo immediatamente solo se sapete di averlo perso di vista al parco. Per poterli salvare, è fondamentale che voi li conosciate a fondo e vi rendiate conto di eventuali cambiamenti del loro comportamento. Un cane che inaspettatamente diventa pigro o perde l’appetito o prova dolore al tatto, deve essere controllato. Molte altre sono le sostanze che potrebbero essere tossiche per il nostro cane: alimenti, prodotti per la pulizia in casa o l’antigelo.

http://scienze.fanpage.it/

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Gli animali domestici migliorano la salute dei bambini?

Molti studi suggeriscono ci sia un legame tra la salute fisica e mentale dei bambini e la presenza di un animale in famiglia. Un’analisi smentisce questa idea

 

Gli “effetti benefici” di un pet sono così evidenti? Non secondo un’analisi californiana. Fotografia Pixabay

SCOPERTE – È appena uscito quello che potrebbe in breve tempo diventare lo studio scientifico più impopolare degli ultimi anni. Secondo lo psicologo Jeremy Rand e i suoi colleghi, non c’è alcun legame tra la salute fisica e mentale dei bambini e la presenza di un animale domestico durante la loro crescita. La scoperta va contro la stragrande maggioranza della letteratura scientifica in quest’ambito, che agli animali domestici attribuisce meriti che vanno dal responsabilizzare i più piccoli e gli adolescenti fino al ridurre il rischio che si ammalino di asma, diventino obesi o sviluppino allergie. Solo pochi mesi fa, i ricercatori della Florida hanno mostrato che la presenza di un cane aiuta i bambini a gestire lo stress.

Eppure la nuova indagine pubblicata su Anthrozoos, che gli autori descrivono come la più ampia mai condotta (più di 2000 bambini con animali domestici, circa 3000 senza) ha trovato qualcosa di completamente diverso.

Impostare un esperimento nel modo migliore, in questo caso, è virtualmente impossibile, perché richiederebbe una situazione di questo tipo: monitorare dallo stesso momento e per un uguale periodo di tempo due gruppi di bambini coetanei, l’uno con animale domestico e l’altro no, per poi valutarne le condizioni di salute dopo 5, 10 o 15 anni.

Nella ricerca in questione, gli scienziati (tutti associati alla no-profit RAND, organizzazione di ricerca) si sono serviti delle analisi statistiche per valutare i due gruppi di bambini controllando anche per quei fattori che potrebbero contribuire alla salute e al benessere dei piccoli, ricadendo poi negli effetti attribuiti alla presenza di un cane o di un gatto. Fattori come nascere e crescere in una famiglia benestante, vivere in un contesto agiato e via dicendo.

“Tutti nel gruppo sono rimasti stupiti”, racconta in un comunicato Layla Parast, co-autrice del lavoro ed esperta di statistica, “ognuno di noi è cresciuto con cani e gatti. Avevamo semplicemente assunto, basandoci sulle nostre esperienze personali, che ci fosse una connessione”.

Un po’ come probabilmente fa chiunque di noi condivida la sua vita quotidiana con un amico peloso. Cani e gatti ci sono nei momenti difficili, “curano” la solitudine, riempiono le giornate e, specialmente con i primi, abbiamo instaurato un rapporto così antico e così unico nel suo genere che ci pare impensabile vederne smontati i benefici.

Eppure “non siamo riusciti a trovare evidenze che i bambini cresciuti in famiglie con cani o gatti stessero meglio in termini di salute fisica o benessere mentale”, prosegue Parast.

Dal questionario sottoposto ai partecipanti è emerso che in effetti i bambini in famiglie con animali avevano una miglior salute generale, pesavano un po’ di più e spesso facevano attività sportiva, diversamente dalle famiglie senza cani o gatti. Obbedivano di più ai genitori, che a loro volta sembravano meno preoccupati in merito al comportamento, alle abilità di apprendimento e all’emotività dei figli.

Nei bambini con animali domestici, tuttavia, era anche più elevato il numero di casi di ADD, sindrome da deficit di attenzione, o ADHD, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività – che si stima riguardi oltre il 10% dei bambini americani, ma viene diagnosticato con maggiore efficacia laddove ci sia una buona rete tra scuola, famiglia e personale sanitario che entra in contatto diretto con i bambini.

Quando i ricercatori hanno inserito altre variabili nell’analisi (oltre a quelle menzionate prima anche guadagni familiari, lingue parlate, tipo di abitazione: casa o appartamento) l’associazione tra la presenza di animali in casa e la miglior salute dei bambini è scomparsa.

In attesa di ulteriori studi, chi di noi è rimasto deluso può consolarsi nel frattempo con lo scetticismo espresso da alcuni esperti. Tra questi c’è Frans de Waal, che sulla sua pagina Facebook scrive: “Mi riesce difficile crederci. Il campione è ampio, ma non ho letto lo studio e mi domando quali siano state le misurazioni psicologiche condotte, oltre all’età alla quale i bambini avevano un animale domestico e per quanto tempo lo hanno avuto. Molti studi arrivano a risultati contraddittori”.

In un’intervista a Medical Research, Parast conferma che “tra le limitazioni dello studio c’è il fatto che non abbiamo informazioni riguardo al tempo che l’animale ha trascorso in famiglia e sugli esiti a lungo termine della salute dei bambini […]”, aggiungendo che l’intero gruppo di ricerca è estremamente pet-friendly, e incoraggia altri scienziati a condurre ricerche che valutino gli effetti a lungo termine.

“Ovviamente le nostre scoperte non vogliono dire che gli animali domestici non portano benefici, ma che il possesso di un animale domestico non ha gli importanti effetti positivi suggeriti da altri studi. Di certo esistono molti altri benefici: gli animali portano gioia e fanno compagnia. Ci sono molte altre ragioni meravigliose per accogliere un animale domestico nella propria vita, oltre a provare a migliorare la salute dei vostri figli.

Fonte: https://oggiscienza.it/2017/08/15/cani-gatti-salute-bambini

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Perdita di pelo nel cane: quali sono le cause e i rimedi

Perdita del  pelo del cane: subito ci si domanda se si tratta di problemi di alopecia, localizzati, oppure della semplice muta. Non c’è una perdita del pelo nel cane standard, ci sono cani che ne perdono molto, come i pastori tedeschi, regolarmente, tutto l’anno, e altri loro colleghi che non lo perdono neanche a pagarglielo, a peso: i barboncini.

Più che dalla razza, però, la perdita del pelo nel cane dipende molto dal clima. Ancora di più, la salute generale del cane è uno dei maggiori fattori che influenzano questo aspetto. Anche le stagioni, e il clima, sono collegati alla perdita del pelo nel cane e, se si tratta di muta “stagionale” si parla di estate e autunno, ma il pelo perso è subito sostituito da quello nuovo. Quelli che se ne vanno, sono peli vecchi o danneggiati, spesso molti cani sviluppano strati di pelo più spessi in inverno, che vengono poi perduti in primavera. Ciò soprattutto per cani che vivono anche all’esterno.

Perdita del pelo nel cane: cause

Quella detta alopecia è una delle due principali cause e coinvolge solo il mantello. La perdita del pelo nel cane in tal caso si manifesta solo in una zona circoscritta del corpo e può trattarsi dell’avvisaglia di un grave problema ormonale o dermatologico, oppure di origine psicologica ed alimentare.

 

Altre caratteristiche e altri fattori entrano in gioco quando la perdita del pelo nel cane è uniforme ed è un fenomeno assolutamente naturale. Qui si parla di muta, in teoria di primavera e d’autunno, ma per i cani che vivono nel chiuso delle case dei padroni, in ambienti climatizzati d’estate e riscaldati d’inverno, questa fase non è una fase. La muta diventa continua, la perdita del pelo nel cane non segue più al calendario.

I ritmi delle stagioni non ci sono in un appartamento illuminato e riscaldato in modo artificiale, la “muta” viene stravolta e sostituita da una rigenerazione lenta e progressiva: la perdita del pelo nel cane si verifica nell’arco di tutto l’anno e non più a scadenze precise. Non è possibile ristabilire i ritmi naturali, si può però favorire la ricrescita, puntando anche sulla bellezza del manto, grazie ad integratori di vitamine ed amminoacidi specifici.

 

Perdita del pelo nel cane: come curarla

Si può agire su vari fronti per limitare la perdita del pelo nel cane, i principali sono quello alimentare, come spesso accade anche per noi umani, per tanti problemi di salute, e quello dell’igiene.

Agendo lato “pappa”, la perdita del pelo nel cane non si guarisce ma una dieta sana, a base di carne, è la più consigliata perché risulta più digeribile e spesso con sostanze nutrienti più facili da assorbire. L’alimentazione “normale” si può anche ritoccare con dell’olio d’oliva o di semi di lino: migliorano la struttura generale del pelo.

 

Ci sono appositi integratori alimentari di omega-3 in capsule o in polvere che possono essere comprati nei negozi per animali, oppure se ne trovano in alimenti come salmone, tonno o altri pesci, e nella pelle del pesce. Stando ovviamente attenti che sia priva di lische che potrebbero scheggiarsi in gola e causare soffocamento.

Altre integrazioni utili per contrastare la perdita del pelo nel cane sono il lievito di birra in panetto, uno da dosare nel cibo ogni tre giorni, mentre l’aceto di mele e il tea tree oil non sono da infilargli nel piatto bensì da spazzolargli sul pelo, diluiti in acqua, per profumarlo, disinfettarlo e “lucidarlo”.

 

 

Un altro aspetto su cui si può agire in ambito domestico per arginare la perdita del pelo nel cane è quello della toelettatura. A partire dagli attrezzi. Le spazzole con le setole, come quasi quelle umane, sono le migliori per le razze canine a pelo corto e liscio, come molti Terriers, Carlini e Levrieri. Per i Retrievers, i Cocker Spaniel e i San Bernardo e tutti i loro colleghi a pelo medio o riccio, ci sono i cardatori, con minuscoli perni metallici fitti e corti. I pettini sono i più adatti per le razze canine col pelo lungo e il sottopelo spesso, come i Collie, i Pastori Tedeschi e i Chow Chow. In generale, i denti sono più o meno fitti a seconda della quantità di pelo e sottopelo sviluppate da ogni razza e cane.

Spazzola a parte, ma essenziale, ciascuno la sua, per la perdita del pelo nel cane è necessario imporsi di fare dei bagni regolari all’animale. Ciò incoraggia la caduta dei peli: la pelle del cane tenuta idratata, non si deve esagerare però, e in inverno, meglio asciugarlo con un phon, tenendo la temperatura fresca, e prima tamponarlo con un panno.

Fatto tutto ciò, oltre agli eventuali farmaci che il veterinario ci ha prescritto, se il pelo del cane continua a cadere, può essere affetto da una patologia non diagnosticata, come allergie cutanee, infezioni o parassiti. E’ bene osservare anche se si lecca spesso o costantemente le zampe o il muso: la perdita di pelo nel cane può essere un segno di un problema di salute più grande.

 

 

Perdita del pelo nel cane: alcune patologie correlate

 

Tra le malattie che provocano, tra i vari o unici sintomi, la perdita del pelo nel cane, c’è la dermatite per allergia alle punture delle pulci. Ne basta una di puntura e il cane che ne soffre comincia ad esser preda di crisi di leccatura e di grattatura frenetiche, talvolta fino al sangue. La perdita di pelo è spesso localizzata nelle cosce o nel fondoschiena.

C’è anche la tigna, legata allo sviluppo di un fungo microscopico nella guaina del pelo: provoca delle zone depilate di forma rotonda a livello della testa, della schiena, delle cosce, ma raramente dei pruriti. La tigna è una malattia molto contagiosa per gli altri animali ed in alcuni casi anche per l’uomo.

La rogna rossa (demodicosi), invece, è una malattia da acaro, colpisce generalmente gli animali deboli, inizia con delle depilazioni localizzate ma non provoca prurito. Numerosi parassiti cutanei sono all’origine della perdita del pelo nel cane di tipo secondario, in seguito a forti pruriti. Sempre legate alla presenza di acari anche la scabbia, che colpisce a livello delle orecchie, dei fianchi, dei gomiti e delle cosce, e la cheyletiellosi, che provoca delle pellicole e delle perdite di pelo.

Fonte: https://www.ideegreen.it

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Malassezia nel cane: sintomi, diagnosi e trattamento

FotoLa Malassezia nel cane è un lievito (fungo) che si trova in alcune zone della pelle del cane. Di solito la loro presenza non produce alcun sintomo e non desta motivo di preoccupazione. Tuttavia, in alcuni casi, Malassezia pachydermatis può propagarsi e riprodursi in grandi quantità e causare alcune malattie.

I sintomi della Malassezia nei cani

La malassezia può apparire nelle zone del collo, dita, ascelle, sacche anali, vagina o nel canale uditivo del cane.
I suoi sintomi sono:

  • Dermatite
  • Irritazione della pelle
  • Alopecia
  • Pelle squamosa
  • Arrossamento delle zone colpite
  • Prurito
  • Infezioni dell’orecchio (otite nel cane)
  • Macchie sulla pelle (iperpigmentazione) e ispessimento epidermico (nei casi cronici).

La dermatite da Malassezia può verificarsi nei cani di tutte le razze ed età, anche se alcune razze sono più inclini di altre, tra cui: Cocker Spaniel, Shih Tzu, Maltese, Pastore tedesco, Basset Hound, Barboncino, Chihuahua, Lhasa Apso.

La Malassezia nei cani è contagiosa?

La malassezia del cane non è contagiosa per le persone. Infatti, si tratta di un fungo che “approfitta” di determinate condizioni per crescere.

La dermatite da malassezia di solito si verifica nei mesi più piovosi e può durare tutto l’inverno. Qualsiasi malattia ereditaria o infettiva che indebolisce la pelle del cane e il suo sistema immunitario possono potenzialmente favorire l’infezione .

Ad esempio, i cani affetti da dermatite batterica (infezione della pelle), seborrea, allergie alla pelle, sono maggiormente a rischio. Inoltre, i livelli di sebo (olio pelle) o di cerume nelle orecchie possono portare a infezioni.

Infine, anche l’uso prolungato di alcuni farmaci, come i glucocorticoidi o antibiotici possono predisporre il vostro cane a infezioni di Malassezia.

Diagnosi di Malassezia nel cane

Il modo migliore per diagnosticare la Malassezia è sottoporre il cane ad un esame fisico e ad un esame del sangue e delle urine completi.

Ci sono anche alcuni test specifici, come la coltura del microrganismo responsabile e l’analisi citologica di un piccolo campione di tessuto cutaneo.

Trattamento della Malassezia nei cani

Il trattamento canino per l’infezione da malassezia può essere topico, orale o una combinazione di entrambi, e viene valutato in base alla gravità e alle condizioni di salute del cane.

TRATTAMENTO TOPICO
Utilizzare shampoo per rimuovere il grasso dalla pelle, dal momento che molti cani sono inclini ad avere una pelle grassa. Dopo aver sciacquato il cane dal primo shampoo, è necessario utilizzare uno shampoo antimicotico contenente clorexidinamiconazolo o ketoconazolo.

Per essere efficace, il trattamento topico deve essere ripetuto ogni 3 o 5 giorni da 2 a 12 settimane. Se l’infezione ha causato macchie sulla pelle, sarebbe opportuno usare una crema a base di miconazolo e applicarla sulla zona interessata due volte al giorno per alcune settimane.

TRATTAMENTO ORALE
Nei casi più gravi, nelle forme croniche o persistenti, viene consigliato un trattamento orale anti fungino.

Molti cani con dermatiti possono sviluppare anche un’infezione batterica della pelle (piodermite) e richiedono antibiotici per curare queste infezioni, di solito per due / quattro settimane.

I farmaci anti fungini orali tra cui ketoconazolo, itraconazolo e fluconazolo sono efficaci se somministrati per lunghi periodi.

Conclusione

La malassezia è un fungo comune che si trova in quasi tutti i cani. Le loro infezioni sono quasi sempre associate a una condizione di base, ed i sintomi includono forte prurito, quindi potrebbe essere mal diagnosticata o associata a un’allergia cutanea.

Questa malattia può essere facilmente diagnosticata e il trattamento in genere è curativo nel 98% dei casi.

E’ importantissimo  e fondamentale ,affinche’ la malattia non si manifesti di nuovo, affiancare alle cure famacologiche , una buona alimentazione naturale priva di conservanti e additivi che e’ alla base della prevenzione per qualsiasi altra malattia , ed un’integrazione  che ristabiliscano un equilibrio del sistema immunitario, solo cosi si raggiunge la piena guarigione.

Questa malattia può essere facilmente diagnosticata e il trattamento in genere è curativo nel 98% dei casi.

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine

illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

 

FONTE: https://www.mondopets.it

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Tosare il cane : ecco perché non bisogna farlo

Tosare il cane è una pratica che in questi periodo di caldo viene presa in considerazione da molti proprietari di animali, sia cani che gatti. Naturalmente stiamo parlando di una tosatura totale che non ha niente a che vedere con lo stripping o altre pratiche eseguite dal vostro toelettatore. Oggi cercheremo di spiegare come mai valutare questa opzione non sia sano per il vostro amico a quattro zampe.

Il mantello del cane permette di proteggere quest’ultimo da diversi agenti esterni, come ad esempio:

  • I raggi UV;
  • Gli agenti atmosferici (pioggia, sole, caldo, freddo);
  • Parassiti (pulci, zecche, zanzare);
  • Ferite.

Questo ci fa già capire quanto sia importante il pelo del nostro cane, ma andiamo a vedere meglio perchè non dovremmo tosare il cane per il caldo.

TOSARE IL CANE IN ESTATE: PERCHE’ NON BISOGNA FARLO

Prima di tutto cerchiamo di fissare alcuni concetti importanti.

Il cane e l’uomo sono in grado di regolare la loro temperatura corporea in base alla temperatura ambientale, questo vuol dire che un cane messo ad una temperatura ambientale di 10° o 30°, avrà sempre la temperatura corporea intorno a 38,5. Nell’uomo tale meccanismo è mantenuto dalla sudorazione, che attraverso l’emissione di sudore abbassa la temperatura corporea. Questo è invece diverso nel nostro fedele amico a quattro zampe, infatti il cane presenta poche ghiandole sudoripare solo a livello dei polpastrelli e delle orecchie, quindi la temperatura corporea viene abbassata principalmente mediante l’emissione di aria.

Per questo motivo i cani che soffrono molto il caldo tendono ad avere un respiro più veloce ed ecco perché i cani brachicefali, che hanno spesso problemi respiratori, sono gli animali più a rischio durante l’estate.

Questo vuol dire che se noi tosiamo il cane in estate non aumentiamo la sua sudorazione, ma togliamo l’unico mezzo che il cane ha per mantenere costante la temperatura corporea, inoltre la pelle è più soggetta alle bruciature causate dai raggi solari.

Se volete sapere tutto sulla temperatura corporea del vostro cane, come misurarla, perchè aumenta o perchè diminuisce, vi invito a leggere il nostro articolo: 

Tosare il cane in estate è quindi una pratica che non andrebbe fatta, oltre ai motivi già citati di protezione dai raggi UV e dai parassiti, la funzione isolante della pelliccia, un altro fattore da non sottovalutare è l’effetto psicologico che potrebbe avere tale manovra sul vostro cane.

COME PROTEGGERE IL CANE DAL CALDO, I CONSIGLI DEL VETERINARIO

TOSARE IL CANE: QUANDO BISOGNA FARLO

in maniera adeguata ha sicuramente dei vantaggi medici da non sottovalutare. Abbiamo capito che una tosatura totale del cane non è quasi mai consigliata, almeno che non ci troviamo di fronte a situazione del mantello irrecuperabili, con nodi e matasse di pelo impossibili da risolvere. Il discorso cambia se invece prendiamo in considerazione quelle razze con la crescita del pelo continua come il Barbone o il Bichon, oppure quei soggetti con il pelo molto lungo.

In questi soggetti una corretta manutenzione del mantello è invece molto importante perché:

  • Garantisce un’adeguato livello di igiene;
  • Riduce il rischio di corpi estranei vegetali (forasacchi);
  • Riduce la possibilità di contagio da parte di ectoparassiti (pulci e zecche);

FONTE: https://www.vetclick.it/

DERMOSKIN  PER LA SALUTE E LA CURA DELLA CUTE E DEL  MANTELLO

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COMPOSIZIONE: Farina di pesce, Alga marina (Ascophillum Nodosum), Semi di lino, Olio di pesce, Miscela vitaminica, Sali minerali, Biotina, Vitamina E.

COMPONENTI ANALITICI: Umidità 9,72%, Proteina grezza 67,62%, Oli e grassi grezzi 8,76%, Ceneri grezze 12,40%, Glucidi 1,50%.

Energia metabolizzabile: 316,37 kcal/100g.

 

INTEGRAZIONE PER KG.: Vitamina A 15.000 U.I., Vitamina D3 2.000 U.I., Vitamina E 1.850 mg, Vitamina B1 1,0 mg, Vitamina B2 2,0 mg, Vitamina B6 2,0 mg, Vitamina B12 0,02 mg, Biotina 5,0 mg, Vitamina PP 5,0 mg, Acido folico 5,0 mg, Acido pantotenico 5,0 mg, DL-metionina 50 mg, L-lisina 25 mg, Calcio 700 mg, Magnesio 300 mg, potassio 170 mg, Fosforo 125 mg, Ferro 34 mg, zinco 35 mg, manganese 20 mg, rame 10 mg, Acidi grassi omega 3: E.P.A. 3.200 mg, D.H.A. 2.200 mg.

 

Conservare in luogo fresco e asciutto.

 

Modalità d’uso: Servire a temperatura ambiente. Il prodotto può essere somministrato tal quale disciolto in pari volume d’acqua, insieme alla normale razione alimentare.

 

Razione Giornaliera Consigliata: Cane adulto a pelo raso: 1-2 misurini colmi da 10 g al giorno; Cane adulto a pelo lungo: 2 – 3  misurini da 10 g al giorno

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L’INSUFFICIENZA RENALE NEL CANE

 Prefazione

Quando avvertiamo un piccolo dolore siamo subito pronti a rivolgerci al medico che, valutando ciò che gli diremo e visitandoci, sarà in grado di diagnosticare il nostro disturbo. In campo medico la facoltà della parola è davvero importante. Purtroppo i nostri amici a quattro zampe non hanno questa capacità comunicativa e quindi proviamo un certo senso di impotenza quando intuiamo che non stanno bene, ma non siamo in grado di capire il loro disturbo. Questo articolo è stato preparato per aiutarci a capire quando il nostro cane soffre di un disturbo serio che può compromettere la sua salute in modo irrimediabile.

Insufficienza renale cane : CAUSE

L’insufficienza renale nel cane è una patologia che si sviluppa sopratutto a causa della presenza di mangimi lavorati dalle industrie insieme ad attivi chimici.

Questi additivi, che non vengono digeriti dal cane nella maniera dovuta, sommergono il suo organismo di sostanze tossiche. Tutte queste sostanze vanno poi ad accumularsi nei reni dell’animale, ostacolandone l’ottimale funzionamento.

Le cause possono essere anche altre, come ad esempio l’impiego di insetticidi nocivi o l’abuso di farmaci.

COSA ACCADE AI RENI ?

In pratica i reni non lavorano più, non essendo più in grado di filtrare le sostanze di scarto. Di conseguenza si viene a creare un’alterazione in quella che è la composizione dei liquidi organici, in particolar modo del sangue.

L’alimentazione per cani affetti da insufficienza renale cronica deve essere ricca di acidi grassi omega tre e di amminoacidi.

Da un punto di vista medico avviene un impoverimento del sangue, che vedrà una forte diminuzione di elettroliti (si tratta di sodio e potassio), con conseguente aumento di sostanze dette azotate e di scarto. Queste sostanze in condizioni normali sarebbero eliminate attraverso le urine (come urea e creatinina).

Non essendo i reni più in grado di filtrare e concentrare le urine, queste risulteranno molto più abbondanti e frequenti.

Per compensare la perdita di liquidi il cane tenderà a bere più del solito.

Questo comportamento potrebbe aiutarci ad avvertire l’insufficienza renale nel nostro cane.

 

IL RUOLO DEI RENI

I reni, negli animali come anche negli esseri umani, hanno un ruolo di vitale importanza.

Nel caso iniziassero a non funzionare dovutamente verrebbero meno alla loro funzione di drenaggio.

Con tale disfunzione i reni eliminerebbero solo l’acqua trattenendo nell’organismo le sostanze tossiche che inevitabilmente finirebbero nel circolo sanguigno.

L’insufficienza renale nel cane può assumere due forme, una detta “acuta” (IRA) e una detta “cronica” (IRC).

In pratica nella forma acuta i reni smettono in modo abbastanza repentino di funzionare, causando quello che viene comunemente chiamato blocco renale.

E’ più facile da diagnosticare perché il cane ridurrà drasticamente la produzione di urina.

La forma cronica invece è più difficile da diagnosticare perché si manifesta in maniera progressiva. Quest’ultima forma di insufficienza porta il cane all’uremia, la condizione di presenza nel sangue di urea e altri prodotti di scarto.

Le conseguenze sull’organismo sono gravissime, potendo arrivare a creare problemi di anoressia, nausea, prurito, e blocco totale delle vie urinarie nella fase terminale.

 

Insufficienza renale cane : SINTOMI

Non è facile capire in anticipo se il nostro cane soffre di questo disturbo.

L’elenco che segue darà un’idea di alcuni indicazioni o segnali che potremmo notare.

  •  dimagrimento
  • aumento nella frequenza urinaria
  • eccessiva sete
  • forte stanchezza e apatia
  • mancanza di appetito
  • alito cattivo con odore di urina

ECCO COME DIAGNOSTICARE IL DISTURBO

Per avere la certezza che Fido soffra di un disturbo renale sono indispensabili diagnosi di laboratorio.

Si procederà con un esame del sangue e con l’esame delle urine. In alcuni casi potranno essere necessarie anche radiografia e ecografia.

LA TERAPIA

In primo luogo si dovranno attuare delle strategie alimentari diverse da quelle a cui è abituato l’animale.

Niente sodio, pochi fosfati e poche proteine. Queste ultime non saranno eliminate del tutto perché un cane resta comunque un carnivoro.

La carne servita come pasto dovrebbe essere fresca e di buona qualità, meglio se cruda, al fine di risultare maggiormente digeribile.

Va limitato il pesce, perché ha un alto contenuto di fosforo.

Volendo si potrebbero aggiungere alla carne dei cereali come farro o riso (purché in quantità ridotte), oppure verdure come zucchine e carote.

Per quanto riguarda gli integratori, che in alcuni casi possono rivelarsi utili fate riferimento al vostro veterinario di fiducia.

In commercio potrete trovare alimenti terapeutici per cani con problemi di insufficienza renale.

Tali prodotti non sono sempre adatti, quindi l’invito è sempre quello di stabilire una dieta con l’aiuto del proprio veterinario.

Un’alimentazione sana può aiutare il nostro amico fedele a stare meglio, rallentando lo svilupparsi della malattia.

Se il vostro cane è affetto da un disturbo renale non perdete le speranze, ci sono cani che grazie alle amorevoli cure dei loro padroni riescono a vivere una vita serena a dispetto della malattia.

In conclusione, è vero che i cani non parlano, ma se siamo attenti ai loro comportamenti possiamo capire il problema che hanno e dare tutto l’aiuto necessario .

Alimento naturale Barf, aiuta a supportare la funzionalità renale in caso di insufficienza  cronica o temporanea. E’ un alimento dietetico completo con bassa concentrazione di fosforo e un ridotto apporto di proteine ma di elevata qualità e tollerabilità.

Il Barf Renal è un prodotto naturale NON contiene additivi o conservanti chimici che non vengono digeriti dal cane nella maniera dovuta, queste sostanze vanno ad accumularsi nei reni dell’animale ostacolandone l’ottimale funzionamento. Prodotto adatto anche per gatti adulti.

INGREDIENTI

Carne di vitello (polpa magra), Albume in polvere, Farina di riso,  FOS (fruttoligosaccaridi da polpa di cicoria), Olio di salmone, Acqua

USO  E DOSI

Alimentare il cane con una quantità di cibo pari al 3 % del suo peso corporeo, si consiglia di somministrarlo in 2 volte al giorno .

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Dieta Barf nel Gatto

L’idea della dieta BARF per gatti è far seguire all’animale un’alimentazione il più simile possibile a quella che seguirebbe se vivesse libero, quindi è basata su carne cruda, ossa, viscere e una piccola porzione di vegetali crudi. Mangiando in questo modo, il gatto avrà tutto ciò di cui ha bisogno per essere sano e crescere senza problemi. Inoltre, grazie a questo tipo di dieta, si evitano gli effetti negativi dei cibi processati, come l’assunzione di sostanze chimiche e farine o lo sviluppo di allergie e intolleranze. Inoltre, in questo modo, è possibile evitare l’obesità.

Dopo che Billinghurst pubblicò la sua teoria, molti veterinari, ricercatori e, con il tempo, anche sostenitori di uno stile di vita organico, hanno deciso di far seguire la dieta BARF ai propri gatti, promuovendo e diffondendo questo modo naturale per dare da mangiare agli animali perché più naturale e adatto.

 

Perché difendere la dieta BARF?

La filosofia che giace dietro a questo tipo di alimentazione per il gatto si rifà al fatto che la struttura del gatto è la stessa di sempre, anche se è stato addomesticato. È per questo motivo che lo stomaco del gatto assimila ed elabora meglio le proteine piuttosto che i carboidrati, componente di cui è ricco il cibo lavorato.

Inoltre, le sostanze chimiche e i grassi contenuti nel cibo lavorato possono essere causa di alcune malattie nei gatti, come pancreatite e calcoli renali, casi in cui si consiglia di apportare dei cambiamenti nell’alimentazione del gatto. In questo caso, la dieta BARF è un’ottima opzione.

 

Come elaborare una dieta BARF per gatti?

Fra il 60 e l’80% del cibo del gatto deve essere composto da carne cruda, pollo o tacchino, con ali, collo, ecc. Sono il 10% deve essere costituito da verdure crude grattugiate come carote, sedano e zucchine e alcuni frutti. Ricorda che c’è della frutta e verdura adatta ai gatti, mentre altri tipi possono risultare tossici per cui non darglieli mai per evitare intossicazioni e spiacevoli incidenti.

Inoltre è necessario aggiungere fra un 15 e un 20% di carne di agnello, anatra o coniglio per esempio un paio di volte a settimana; pesce e interiora (cuore, fegato, reni, ad esempio) una volta a settimana; circa 5 uova a settimana e alcuni integratori di vitamine se il veterinario lo ritiene opportuno. Fra gli integratori necessari indubbiamente c’è la taurina, componente essenziale per la dieta del gatto che deve prendere tutti i giorni. L’idea è mischiare tutti gli ingredienti senza cuocerli e dare al gatto circa due porzioni al giorno. Se si tratta di un gattino, invece, i pasti dovranno essere quattro.

Evita la carne cruda di maiale, le piante crocifere e un eccesso di amidi, farine e cereali. Il pesce deve essere congelato prima di essere usato per uccidere eventuali batteri. Se si vuole si può adottare la stessa misura anche con il resto degli alimenti di origine animale. Le ossa devono essere sempre crude e con un po’ di carne perché da cotte possono rompersi e far soffocare l’animale.

 

Esempio di dieta BARF per gatti

Se vuoi iniziare a far seguire una dieta BARF al gatto, di seguito ti indichiamo quali sono le dosi esatte:

  • 1/2 chilo di carne di pollo o tacchino, fra petto, ali, ecc.
  • 400 grammi di cuore di bovino, pollo o agnello
  • 200 grammi di fegato di pollo
  • 300 grammi di verdure grattugiate (zucchine, carote e zucca)
  • 1 uovo
  • olio di pesce

Preparazione della dieta BARF per gatti

Trita bene la carne e le ossa. Puoi farlo in casa o farlo fare quando compri la carne. Metti tutto in un recipiente e aggiungi il cuore, le verdure e l’uovo. Mischia bene in modo che la carne e i vari ingredienti si amalgamino. Puoi aggiungere dell’olio di pesce, fonte di omega 3 prestando attenzione al peso del gatto per stabilire le dosi. Ad esempio puoi usare l’olio di salmone.

Fai delle porzioni che corrispondono a ciascun pasto e metti in congelatore. La sera prima scongela le porzioni del giorno successivo in modo da darle al gatto a temperatura ambiente. In questo modo potrai variare gli ingredienti, usando, ad esempio, pesce al posto del fegato. Se non hai il cuore a disposizione, aggiungi un integratore di taurina. Alterna anche le verdure usate.

Se preferisci usare gli integratori di taurina, puoi aggiungerla direttamente nella ciotola quando dai da mangiare al micio per evitare l’ossidazione degli ingredienti e sia più facile calcolare la quantità necessaria a seconda del peso dell’animale.

Non usare nessun tipo di condimento, compresi sale, olio, salse, aglio, cipolla o porri. Il gatto non ha bisogno di questi alimenti e, inoltre, potrebbero essere tossici.

 

Benefici della dieta BARF per i gatti

I benefici della dieta BARF per gatti sono diversi ed è importante conoscerli se stai pensando di cambiare la dieta del tuo amico a quattro zampe. Di seguito ti elenchiamo ii più evidenti:

  • Il gatto seguirà un’alimentazione naturale, simile a quella dei felini selvaggi, ricca delle sostanze nutritive di cui ha bisogno (proteine, taurina, grassi, vitamine e amminoacidi) e priva degli effetti negativi che può avere il cibo elaborato a causa delle sostanze chimiche, i conservanti e la percentuale elevata di farina e cereali.
  • Si evitano problemi come sovrappeso, obesitàe pigrizia.
  • Il pelo sarà più brillante.
  • Le articolazioni saranno più sane, meno predisposte alle malattie.
  • Senza carboidrati le feci non saranno maleodoranti.
  • Il gatto sarà più attivo.
  • Il cibo crudo contiene grandi quantità d’acqua, per cui non preoccuparti se il gatto bene di meno.

Se vuoi far seguire al tuo gatto la dieta BARF, consulta il veterinario per sapere le porzioni esatte e gli integratori di cui ha

Bisogno.

 

FONTE: www.animalpedia.it/dieta-barf-per-gatti-1397.html